Il mega parcheggio alla Stazione Termini? No, grazie!
di Mario Iatonna*
Che la costruzione di parcheggi per auto private sia una strada rivelatasi del tutto fallimentare per la soluzione del problema traffico urbano, è un dato ormai evidente a tutti. La realizzazione in questi ultimi anni di decine di parcheggi in varie piazze romane al costo di centinaia di miliardi, non hanno in nulla migliorato la situazione della circolazione in città. In paesi più accorti del nostro e con politici meno attenti ai desideri di progettisti e costruttori quello della realizzazione dei parcheggi è un intervento abbandonato da decenni a favore di una politica di incremento del trasporto pubblico, limitando se non avversando apertamente il trasporto privato. Ma si sa l’anomalia italiana è anche quella che porta a investire oltre 98 milioni di euro (se basteranno) per un mega parcheggio nel pieno centro di Roma sui binari della Stazione Termini, luogo questo, tra i più serviti dai mezzi pubblici dell’intera città. Il progetto grandi stazioni finanziato nel 2003 con delibera del Cipe a firma Baldassarri e Tremonti (un nome, una garanzia) vuole rilanciare nei centri storici di 13 città italiane le stazioni centrali e come lo fa? con la costruzione di mega parcheggi asserviti in molti casi a centri commerciali. La ricetta è la solita si finanzia con denaro in larga parte pubblico iniziative a favore di privati che ringraziano e incassano. Ma la Stazione Termini non è la desertificata campagna romana lottizzata a favore di costruttori e grande distribuzione di “Porte di Roma” la stazione è inserita in un contesto urbano tra i più belli al mondo, che altre città ci invidiano, solo su piazza dei Cinquecento, cuore della stazione, si affacciano due dei musei più prestigiosi di storia e arte romana: il Museo delle Terme e Palazzo Massimo, nella piazza sono inoltre presenti le più antiche mura della città, quelle serviane. Come si armonizza un progetto per oltre 1.500 auto e un ampliamento del centro commerciale sul lato di piazza dei Cinquecento, con tale contesto di alto valore storico e architettonico? I parcheggi e tanto più i centri commerciali sono per loro natura attrattori di auto e quello progettato a Termini andrà ad inserirsi in un contesto, quello dei rioni Esquilino, Castro Pretorio e San Lorenzo già interessato da un traffico veicolare tra i più caotici e inquinante del centro storico (si è calcolato che solo con la metà delle auto dirette al parcheggio vi sarà un aumento di Co2 pari a 138kg/km, mentre i livelli di rumore cresceranno in maniera esponenziale), ma di questo i progettisti non sembrano interessarsi anche perché il parcheggio si inserisce in un più generale disegno che vede la trasformazione dei citati rioni in zone esclusivamente di pernotto e ristorazione dei turisti (alberghi, pensioni, B&B si sono in questi anni moltiplicati ) con espulsione degli abitanti e chiusura dei negozi storici. Dei residenti quindi non ci si preoccupa, tanto meno di informarli o di consultarli in merito al progetto, Grandi Stazioni Spa, proprietaria dei terreni e degli stabili, opera in completa autonomia non deve consultare nessuno e l’amministrazione comunale, che dovrebbe tutelare i cittadini, se ne guarda bene dal contrastare il progetto anzi, tramite l’assessore Marchi, da il suo pieno assenso. Come circolo di Rifondazione dei rioni Esquilino-Monti abbiamo denunciato la pericolosità del parcheggio che porterà ad un netto peggioramento della qualità della vita e all’ulteriore allontanamento dei residenti dai rioni del centro storico.
*segretario del circolo Esquilino-Monti-Celio Roma





