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Spunti di vista
Zanna don't, un college tipo americano.... ma molto italiano
Ho visto una favola un po’ piccante, frizzante e gaia . Potrebbe essere la stereotipata commedia romantica da college americano? Più o meno. Ad HeartSville High, dove lustrini,allegri motivetti e omosessualità sono all’ordine del giorno non manca proprio nulla! Dalla squadra ufficiale di toro meccanico, passando per l’americanissima divisione in caste tra gli sfigati atleti di football e i super popolari giocatori di scacchi, per arrivare ai “tipici” intrecci amorosi tra adolescenti dello stesso sesso. Il classico quadro delle high school americane insomma!
Non c’è nulla di strano in questa “realtà parallela” perché stiamo parlando di “Zanna don’t”, rivisitazione italiana dell’omonimo musical americano, dove il protagonista, che dà il nome all’opera, si diverte a creare storie amorose tra i suoi amici collegiali. Questo mago pasticcione, a metà tra un Harry Potter un po’ alternativo e un cupido dalla gaia sessualità, in compagnia di un uccellino canterino e di una bacchetta dispettosa, ne combinerà davvero di cotte e di crude, sconvolgendo in modo, forse non troppo inaspettato, la situazione. Il progetto nasce con l’intento di fare una denuncia alternativa sull’ormai sempre più palese tema dell’omofobia.
Il proposito è sicuramente dei migliori, non c’è da ridire, ma se il vostro fine è quello di cercare uno spunto di motivata riflessione sull’argomento, probabilmente questa rappresentazione non è delle più ispiratrici.
Se preferite invece passare una spassosa serata all’insegnata di battute frizzanti e maliziose va benissimo.
Benché l’ambientazione finto-romanica della sala lasci pensare ad una rappresentazione teatrale religiosa stile Francesco d’Assisi, ciò che aspetta agli ascoltatori è diverso. E cioè una ben più moderna opera musicale. Uno alternarsi di momenti comici, drammatici e romantici, accompagnato da vivacissime musiche pop e melodie sentimentali, degnamente riprodotte da un’inaspettata band dal vivo.
Nonostante la penuria di scenografia l’esuberanza dei giovani attori riempie pienamente il palco, il quale benché sia di modeste proporzioni non impedisce la riproduzione di vivacissime coreografie corali.





