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Zakumi? Lo fanno i bambini cinesi

Guardatevi in casa...se escludete i generi alimentari e le cose che vi ha lasciato la nonna, quasi tutto ciò che possedete è made in China. Anche il leopardo Zakumi, mascotte dei prossimi mondiali di calcio sudafricani? Eppure, nonostante l'appalto fosse stato vinto da un deputato membro dell'Anc - il potere logora eccome - e nonostante le critiche dei sindacati locali, la produzione dei pupazzi di pelouche era stata appaltata alla Shanghai Fashion Plastic Products (SFPPC). Perché era? Perché un'indagine della GBG, Global Brands Group, compagnia che gestisce la oduzione del merchandising per la Fifa, la Federazione calcistica internazionale, ha scoperto che la fabbrica cinese non rispettava gli standard qualitativi necessari. Dopo una serie di scandali degli anni passati sui palloni di calcio e le divise delle nazionali rodotte con il lavoro dei bambini, la Fifa è infatti molto attenta. E, sembra di capire, non poteva tollerare che a lavorare per produrre Zakumi ci fossero lavoratori troppo giovani, pagati meno del dovuto e tenuti in condizioni pessime. La società cinese risponde che il motivo del taglio dell'appalto è dovuto alle polemiche politiche tra il sindacato, furioso per l'esportazione di posti di lavoro e il eputato Anc che ha vinto l'appalto. Per adesso nessuno produce più il piccolo leopardo. La Fifa assicura però che se la società cinese modificherà gli standard di produzione, la licenza sarà di nuovo sua.

in data:11/03/2010

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