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Non sarà doppietta selvaggia

Almeno il ”blitz” sulla ”caccia selvaggia” è stato respinto. Gli ambientalisti ringraziano, certo non con una certa amarezza. Erano fino all’altra sera di fronte a Montecitorio a manifestare contro i fortissimi tentativi degli ”ultrà” delle doppiette per bloccare la completa ”deregulation” della stagione venatoria. Non che non abbia contato anche quella trentina di dissidenti Pidiellini che hanno deciso di forzare la mano, data l’alta tensione interna alla maggioranza, a partire proprio dal voto sull’articolo 43 della legge comunitaria che, ieri, è comunque passata con dei precisi ”paletti”. «Certo - spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - resta il rammarico che sia stata concessa la possibilità, del tutto inspiegabile, di allungare la stagione venatoria, anche se di pochi giorni. Ora chiediamo, con forza, che venga definitivamente accantonata qualsiasi altra ipotesi di ”deregulation” della caccia, a cominciare dal testo presentato dal senatore Orsi. E’ necessario, invece, che il Parlamento, entro il 2010, rafforzi il quadro normativo a tutela della natura, così come richiesto dall’Onu in questo anno dedicato alla biodiversità». Sarà, come dice Franceschini, che a prevalere «sia stato il buon senso»; sta di fatto che la maggioranza al voto arriva spaccata, con almeno tre posizioni diverse, dato che c’è, a parte chi promette eterna fedeltà a Berlusconi, anche chi si è messo di traverso come i finiani e il voto contrario della Lega; ma, soprattutto, quel parere (che non c’è) del Governo che sul tema ha evitato di pronunciarsi, come se fosse questione secondaria.
E’ stato approvato, così, un emendamento di mediazione. Il testo varato dall’Aula prevede che la deroga sui calendari venatori potrà essere consentita «non oltre la prima decade di febbraio», e quindi solo di dieci giorni, alle Regioni che ne facciano richiesta previo un parere preventivo e vincolante dell’Ispra, a cui le stesse Regioni dovranno attenersi. L’emendamento, su cui il Governo si era rimesso all’Aula, è passato con 349 sì, 126 no e 32 astenuti. Numerosi deputati del Pdl hanno votato contro come detto, così come quelli della Lega.
Non che l’opposizione sia giunta al voto compatta. Dopo che si è raggiunta l’intesa, con il relatore della commissione Agricoltura Isidoro Gottardo, il Pd ha annunciato l’astensione sul fatidico articolo. E ha rinunciato al voto contrario. L’Italia dei Valori si è espressa comunque contro e voci contrarie si sono levate nell’Udc e nelllo stesso Pd rispetto alle indicazioni espresse dai propri gruppi di riferimento. «Di fatto - ha commentato Antonio Borghesi, vicecapogruppo dell’IdV alla Camera - l’Aula ha approvato l’estensione del calendario venatorio. Riteniamo questo sbagliato e contrario ai principi di protezione della fauna selvatica e di quella migratoria in particolare. Il fatto che, per effetto di un accordo tra Pdl e Pd l’estensione sia stata limitata a dieci giorni, non cambia la nostra posizione».
Giulio Santagata, invece, al contrario, proprio a seguito dei tanti interventi contrari espressi dal Pdl ha cambiato idea, come avrebbe spiegato lui stesso in aula, e avrebbe dichiarato «da cacciatore» che si è allineato alla posizione del Pd.
In definitiva, quella di ieri è stata a dir poco una seduta ”di fuoco”. Una possibile anticipazione di quanto accadrà, a ragion veduta, dopo lo scisma interno annunciato da Fini nel suo schieramento su altri e ben più contrastati provvedimenti. Il che la dice lunga su quale sarà la prossima stagione politica oltre che venatoria. Per quest’ultima, oltre quelle misure varate dall’aula, si prevedono altre modifiche. Per esempio sono ancora previste «una serie di misure indicate specificamente per preservare lo stato di conservazione degli uccelli e dei loro habitat» (in ottemperanza con quanto specificamente richiesto dalla Direttiva 79/409/Cee sulla protezione degli uccelli selvatici). Una stretta sulle specie esotiche di uccelli è introdotta da un’altra novità, ossia la «consultazione obbligatoria della Commissione Europea nei casi di introduzione dall’estero di specie di uccelli che non vivono naturalmente nel territorio europeo». Infine, il testo tende a tutelare le specie protette da chiunque, non necessariamente cacciatori con «l’integrazione dei divieti diretti non solo ai cacciatori, ma anche agli altri eventuali soggetti che possano mettere in atto comportamenti che disturbino o ledano le specie protette». Quella di ieri, per i veri animalisti, resta comunque una ”brutta pagina”.

Castalda Musacchio

in data:22/04/2010

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