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Il dibattito sulla FdS

Non ci avrete mai come volete voi

Documento della commissione pari opportunità della federazione Prc di Bologna

Si è concluso il primo congresso fondativo della Federazione della Sinistra, lasciando una voragine di democrazia e di rappresentanza.
Al di là dell´evidente schizofrenia nell´approvare una regola, sapendo di violarla il giorno dopo, si è aperto un problema politico trasversale e irrisolvibile per tutte le anime di questa Federazione. Se si è violata questa regola è perché nessuno temeva la sanzione, nessuno l´ha difesa, nessuno se ne è appropriato. E quando diciamo Nessuno, non intendiamo le decine di compagne che sono state offese ed umiliate in quella circostanza, ma tutti quei Nessuno che avrebbero dovuto far saltare il giochino. Tutti quei Nessuno, che non hanno rinunciato a sedere in un Consiglio che viola le regole che esso stesso si è dato, perché tanto sono regole di facciata, di forma. Ma, a volte, cari compagnI la forma è sostanza, ed è ora che sediamo seriamente a discutere di questa sostanza, di questo "soffitto di cristallo" contro cui tutte le donne sbattono testa e culo tutti i santi giorni, evidentemente non solo nei luoghi deputati all´oppressione ma anche in quelli che si dichiarano CONTRO l´oppressione.
L´intervento della compagna Pellegrini è stato banalmente riassunto in "non ci sono le donne". La dicitura giusta è "le donne fuori dai coglioni", letteralmente.
Nella composizione di questo organismo siamo certe siano stati rispettati tutti gli equilibri, con tutti i pesi e i contrappesi del caso, con una minuzia degna dei migliori orafi. La questione "donne" è stata calpestata senza dignità, certi che il nostro "atavico" senso di responsabilità non ci avrebbe portato a colossali rotture.
Lenin diceva che anche le cuoche avrebbero dovuto saper governare il paese, in questa Federazione la massima ambizione è che le donne rimangano a fare le cuoche.
Come ricorda la compagna Palermi, "di norma gli organismi dirigenti riflettono i nomi di chi dirige il partito a vari livelli: sezione, federazione, regionale". Questo rende ancora più grave il mancato raggiungimento dell´obiettivo nella composizione del Consiglio, perché miseramente fotografa la difficoltà per le donne di occuparsi di politica, all´interno dei nostri partiti, che agiscono ancora con tempi e modi che respingono le donne, i nostri tempi sono tempi complessi.
Quando vediamo tutti quegli uomini a riunioni e consessi interminabili, come non pensare al fatto che certamente sono lì perché qualche donna si sta occupando della loro casa, dei loro panni sporchi, dei loro figli e non possono essere alle stesse riunioni e agli stessi, interminabili, consessi, continuando a restare "fuori".
Ma se, malgrado la fatica, le donne decidono di partecipare alla vita politica, ambendo a ruoli e competenza PER MERITO, trovano un terreno scivoloso e ostile, in cui la soluzione è sempre quella di rimandare una discussione troppo complessa, quanto quella della questione di genere nei nostri Partiti. Le donne, iscritte e militanti, Vi definiscono misogini. Non abbiamo sentito levarsi una voce di protesta.
Quando il nostro Portavoce sarà costretto a dichiarare alcunché sulla questione femminile, sull´aborto, sul precariato femminile cosa potrà mai dire?
Con quale barlume di coscienza potrà rappresentare le nostre voci, che sono costantemente inascoltate e raggirate?
Il meccanismo delle "quote rosa", quasi un vezzeggiativo idiota per accontentare delle povere isteriche, non è mai piaciuto alle donne femministe. Ma, con grande rammarico, dobbiamo prendere atto che se non si trova un grimaldello per sfondare questo "soffitto di cristallo" non accadrà certo per consapevolezza o volontà politica.
Vogliamo il rispetto dello statuto, e se una forza non è in grado di computare al suo attivo la "quota donne" prestabilita, che cali la sua presenza fino a quando questa non sia raggiunta.
Accogliamo con entusiasmo, e facciamo nostra, la proposta della compagna Bottai che si organizzi subito una conferenza di organizzazione e programmatica delle donne della FdS capace di esprimere un portavoce.
Entro i fatidici 90 giorni, si devono esprimere due portavoci, di sesso diverso, per recuperare questo grave ed d ingiustificabile deficit di rappresentanza.
Perché questo progetto politico, se manca a questo primo, basilare ma fondante obiettivo, parte già cieco, muto e sordo.
E non è quello che noi vogliamo, perché NOI sappiamo bene che "Non c´è liberazione della donna senza rivoluzione, ma non c´è rivoluzione senza la liberazione della donna".

Commissione pari opportunità Prc, fed di Bologna

in data:04/12/2010

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