Spunti di vista
Una resa al cospetto degli indifferenti
Virtuale e notturno, un viaggio che inizia dal crepuscolo dell'anima inquieta, un viaggio nel recondito senso di fuga e di resa, per un senso di comprensione che si fa fatica a trovare. L'amore vissuto come una disfatta, nella battaglia quotidiana del sentire, dove una piacevole schiavitù dei sentimenti si contrappone alla possibilità di trovare lavoro, un lavoro sempre più lontano, che corre sempre in direzione opposta a chi la cerca.
Claudio Santamaria porta in scena al Teatro Eliseo di Roma "La notte poco prima della foresta" monologo scritto da Bernard-Marie Koltes, sapientemente diretto dal regista colombiano Juan Diego Puerta Lopez. Lo sfogo di uno straniero che tenta di "mimetizzarsi" in un mondo che non gli appartiene e nel frattempo briciole di malinconia, dolore, rabbia, frustrazione lo bersagliano senza sosta. E senza che l'acqua di una pioggia incessante riesca nell'intento di lavar via le tracce dei ricordi (incancellabili), lui sempre raccolto nella sua solitudine senza nome, finisce per esplodere (la resa) nel disperato tentativo di comunicare a qualcuno che poi di fatto non c'è, in un continuo scorrere di indifferenti a pochi metri da lui. Osservando ogni donna, ogni uomo, ciascuno con la sua storia, chiuso nel suo segreto. In una sola incomunicabilità che ci tiene tutti sotto scacco. E allora ribellarsi all' Amore trattenuto, imprigionato, in attesa di qualcuno che sia "come un angelo in questo macello". Oppure giungere alla foresta, vissuta come un nascondiglio, rinchiudersi in se stesso, difendersi, come un rifugio da ciò che non è come si vorrebbe, da ciò che non è come si conviene.
Un eccellente Santamaria - applaudito in continuazione a fine spettacolo, amato dai più nelle sue parti cinematografiche - impreziosisce lo spettacolo impersonando magistralmente e in maniera del tutto appassionante la figura dello straniero, che sotto la pioggia battente (si) domanda in attesa di risposte che non arrivano, perso nella totale incomunicabilità che lascia inevitabilmente riflettere lo spettatore.





