POLITICA
Muro di no al rinvio delle elezioni Polverini a Palazzo Grazioli
La candidata delle destre nel Lazio «spera» ancora per il Pdl a Roma, ma Berlusconi convoca un vertice sull'azione politica da intraprendere
Polverini «spera ancora» e tutta l'attesa del Pdl, dopo la pronuncia del Tar del Lazio che ha respinto la richiesta di sospensiva sull'esclusione della lista a Roma, è per cosa deciderà l'Ufficio elettorale circoscrizionale presso la Corte d'Appello della capitale, cui ieri lo stesso “Popolo della Libertà" ha ripresentato le candidature con la documentazione fatta dissequestrare ai carabinieri. Ma nel frattempo i legali del Pd, che sempre ieri avevano depositato presso la Corte d'Appello diffida contro la riammissione, hanno oggi pomeriggio depositato presso l'Ufficio elettorale il dispositivo del rifiuto del Tar. E' in corso un vertice a Palazzo Grazioli tra il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, con i coordinatori nazionali del Pdl, Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini, il sindaco della capitale Gianni Alemanno e il coordinatore regionale nel Lazio, Vincenzo Piso. Poco dopo l'inizio del summit è giunta la stessa candidata presidente della Regione, Renata Polverini. Mentre è ancora atteso per domattina il deposito presso il Tar del Lazio dell'ulteriore ricorso contro il rifiuto alla sospensiva, fin da ieri sera la minaccia sollevata da almeno alcuni settori del Pdl e del governo è quella, a fronte eventualmente di un'ulteriore esito negativo della ripresentazione della lista alla Corte d'Appello di Roma, d'un rinvio delle elezioni regionali nel Lazio. Un'ipotesi contro la quale si sono già levate oggi le voci ufficiali degli esponenti del le opposizioni, a partire da Pierluigi Bersani segretario del Pd passando per Antonio Di Pietro per l'Idv e Paolo Ferrero segretario del Prc e portavoce della Federazione della Sinistra. Dal canto suo l'assemblea nazionale dei Radicali italiani, presente Emma Bonino candidata presidente della Regione Lazio per il centrosinistra, discute una proposta enucleata da Marco Pannella: il rinvio di 30 giorni di tutta la tornata di elezioni regionali, sul territorio nazionale, con una sanatoria per le liste su cui sono state riscontrate irregolarità ma i cui rappresentanti siano stati certificati presenti negli uffici elettorali entro i termini legali. Proposta a sua volta respinta dal Pd, da Di Pietro e da Ferrero.
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