POLITICA
Manifestazione 13 marzo, risolta la diatriba sul palco, vince Di Pietro
Forse forse l’ultima diatriba interna al centrosinistra è risolta. Si era intrecciata negli ultimi giorni intorno al seguente tema: chi parla dal palco della manifestazione del 13 marzo in piazza del Popolo? Tema pregnante, si potrebbe ironizzare. Ma tant’è. Era diventato un caso, di fatto aperto da Antonio Di Pietro determinato a prendere la parola nonostante le divergenze con il resto dei soggetti promotori, intenzionati a far spazio a esponenti della società civile. “Se non parlano ora i leader politici quando parlano?”, ripete l’ex pm da giorni. Oggi, sembrerebbe, gliel’abbia ripetuto anche a Pier Luigi Bersani, in un faccia a faccia pomeridiano.
Niente, il leader dell’Idv non retrocede. A quanto si apprende, avrebbe solo assicurato al segretario del Pd che il suo comizio dal palco lascerà fuori Giorgio Napolitano dalle polemiche che proprio l’Idv gli ha scaraventato addosso in questi giorni per la firma al decreto salva liste. “Lui non si convince a non parlare, che dobbiamo fare?”, sarebbe l’amara considerazione degli uomini di Bersani.
Venerdì mattina un ultimo vertice del centrosinistra prenderà la decisione ufficiale, ma la strada sembrerebbe segnata: spazio all’intervento dei politici dal palco. Oltre a Di Pietro, dovrebbe parlare dunque anche Bersani e naturalmente a quel punto anche le altre forze politiche chiederanno di intervenire…
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Sono presenti 2 commenti
Il 10 marzo 2010 Berlusconi annuncia in una conferenza stampa che il giorno20 dello stesso mese ci sarà una manifestazione del PDL in difesa del diritto. Le parole d’ordine di questa manifestazione, oltre a rivendicare il diritto di voto senza regole, dovrebbero essere: diritto di offendere, poco dopo la sua nomina a primo ministro, la Costituzione; diritto di impunità; diritto di avere il più grosso conflitto di interessi che la storia conosca; diritto di avere una magistratura tutta a favore di Berlusconi e diritto di offendere tutti i magistrati che si occupano dei suoi processi; diritto di rimandare tutti i processi del cavaliere sine die fino alla loro prescrizione; diritto di far entrare in Parlamento tutti i propri amici condannati per vari motivi; diritto di espropriare il Parlamento delle proprie funzioni; diritto di non informare i cittadini nel periodo delle elezioni, togliendo loro lo svolgimento di tribune elettorali almeno nelle due settimane antecedenti al voto (come dice la Legge). Se si pensa che la conferenza stampa si è svolta a Roma in Via dell’Umiltà (sede del PDL), che dire?
e perchè mai i leader politici non dovrebbero parlare alle manifestazione politiche? Devono solo stare li a incassare lo stipendio e nascondersi dietro la cosidetta " società civile" che sarebbero persone non elette da nessuno che dovrebbero parlare a nome di tutti? Ma Ferrero dov'è?
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