POLITICA
Decreto salvaliste: Napolitano firma un atto anticostituzionale
«Questo decreto serve al Tar per decidere meglio. Ora e' impossibile che ci dia torto». Così il ministro Ignazio La Russa spiega il decreto interpretativo per risolvere i problemi sorti nella presentazione delle liste in Lombardia e Lazio, firmato ieri sera dal Capo dello Stato. In
un'intervista al Corriere della Sera, La Russa ringrazia "tantissimo" il presidente Napolitano e attacca l'Idv: «Di Pietro ha parlato senza neppure avere letto il testo, che noi abbiamo cambiato tre volte. E' la prova provata di un preconcetto». Alle 23.44 di ieri le agenzie battono la notizia: il Capo dello Stato ha firmato il decreto salvaliste del governo. Un decreto che secondo la candidata del centrosinistra nel Lazio, Emma Bonino, «chiaramente incostituzionale e pone rimedio, si fa per dire, ai due casi di Lazio e Lombardia. Rispetto alle nostre denunce e proposte il governo ha voluto reagire semplicemente con questo ennesimo decreto. Oggi trarremo delle conseguenze e decideremo il da farsi». Il Pd sta pensando alla convocazione di una manifestazione per sabato prossimo, come pure l’Idv. Mentre in queste ora nascono spontanee manifestazioni di protesta ovunque in Italia. La Federazione della sinistra denuncia lo"scempio" e "l'abuso della Costituzione" compiuto dal governo con il dl 'salvaliste', esprime "amarezza" per la firma da parte del capo dello Stato che considera "grave", e chiama alla mobilitazione "tutte le forze democratiche" per riempire, ovunque ci siano, spazi di protesta. «Il decreto interpretativo adottato dal governo al fine di `sanare`, come riconoscono gli stessi ministri, inadempienze, errori e illeciti nella presentazione delle liste elettorali in Lombardia e Lazio a opera del centrodestra, è un abuso che - attacca il portavoce della Federazione di sinistra Paolo Ferrero - fa scempio delle regole istituzionali e dei principi costituzionali. Si tratta di un atto arbitrario, indegno della civiltà giuridica democratica; un provvedimento ad hoc che si infischia completamente di quel quadro condiviso di regole e della separazione dei poteri preposti alla loro vigilanza che costituiscono il presupposto di qualsiasi competizione elettorale regolare". Ferrero chiama in causa il presidente della Repubblica: "E' davvero avvilente e grave che una personalità rigorosa e specchiata, come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si sia resa partecipe, apponendo la propria firma al decreto governativo, di questa scandalosa violazione dei principi costituzionali, della dottrina giuridica, del valore della separazione dei poteri e della convivenza democratica". Per il leader della sinistra la firma di Napolitano è "un atto che riempie di amarezza". Mentre il decreto del governo è "un intervento che riempie di preoccupazione". «Le opposizioni democratiche - invoca - non possono mancare. Per la difesa della libertà, della solidarietà, dei diritti democratici conquistati attraverso la Repubblica e che oggi hanno subito un colpo drammatico e allarmante che non può per nessun motivo passare sotto silenzio. Non si tratta di destra o di sinistra, né di maggioranza o di opposizione - conclude - Si tratta del popolo italiano, del rispetto della sua sovranità e delle sue istituzioni democratiche». Per il presidnte della Camera, Gianfranco Fini, «La via del decreto mi sembra il male minore, e tutto quello che e' stato detto e che si sarebbe verificato in mancanza di una interpretazione autentica della legge».
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Sono presenti 7 commenti
"Sta al giudice decidere", aveva suggerito il Presidente Napolitano nel momento del “pasticcio” e così doveva essere. Se proprio aveva timore di derive pericolose, egli. avrebbe dovuto almeno, prima di firmare il decreto legge, subordinare la Sua firma all’impegno, da parte del governo, di accompagnare tale decreto con un preambolo, una lettera esplicativa, una comunicato televisivo, o altro che fosse, in cui, assunta l’intera responsabilità dell’accaduto, si dichiarasse esplicitamente che la soluzione adottata era ispirata al principio del "minor male" o, se si vuole, della “patria carità”. Soluzione speciosa, s'intende, e tuttavia utile perché, ci avrebbe risparmiato (almeno!!!) l'ipocrita canea dei Bondi, dei Cicchitto, dei Gasparri, dei Bonaiuti, e del loro “patron”, i quali, usciti a buon mercato dall’impiccio, già ci frastornano, bava alla bocca, con accuse contro una sinistra vendicativa e contro una magistratura “politicizzata” che hanno la faccia tosta di addebitare all’attuale maggioranza l’intera responsabilità del “pasticcio”. Fescennino ignobile che, capovolgendo impunemente la verità, porta un nuovo assalto a quel “cittadino” della Repubblica che Berlusconi vorrebbe affogare nel mare gelatinoso ed informe che ha nome: “gggente”.(Gino Spadon)
Napolitano, nella sua troppo lunga vita politica, ha sempre mantenuto posizioni, discorsi ed atteggiameti da socialdemocratico nel PCI. Oggi, arrivato ad occupare una carica che gli assicura una prebenda di 2 milioni di euro al mese, non vuol più mollare la preda.Uomo politico mediocre era e ancor più mediocre rimane, dopo aver firmato uno dei più antidemocratici documenti nella stioria parlamentare italiana.
Opposizione inesistente e fiacca = primi passi verso la dittatura berlusconiana ad aeterna
Egr. Presidente Napolitano, Da cittadino italiano non iscritto a nessun partito politico non mi sento più tutelato nei diritti fondamentali di questa Repubblica. Lei ha tradito la mia fiducia e quella di moltissimi italiani, prima con le esternazioni in favore di uno dei più grandi ladri della storia d'Italia Bettino Craxi, poi con la firma di un decreto che si dice interpretativo per ingannare il grande pubblico. In Italia molti si lasciano ingannare dagli spot televisivi ed è nell'indole essere accomodanti ma quando gli italiani si sentono presi in giro in maniera esagerata e perfino grottesca, allora reagiscono. Guardiamo alla sostanza come invocato dagli esponenti del PdL? Lei ha firmato un decreto che stravolge di fatto le regole in favore di un solo partito per il solo motivo che questo è un partito di governo. Tutti gli altri schieramenti che non sono riusciti a presentare le liste nel rispetto delle regole vengono penalizzati. Presidente ci permetta di dubitare del fatto che lei sia sotto ricatto per oscuri motivi e comunque se non intende far rispettare le più elementari regole di democrazia e di legalità non le rimane che dimettersi. Adelchi Perugini
Non e' possibile che il presidente della Repubblica si presti a questi giochi di potere filo-fascisti. Avremmo la possibilita' di fare delle VERE elezioni con un partito unico come nell' URSS di vecchia memoria e quel vecchiaccio ce ne priva. Finge di fare il democraticone ma e' solo un ex-gerarca.
Sono comunista da sempre - tra l'altro in questi giorni sto rileggendo il manifesto del partito comunista di ME del 1848 e nonostante la data di pubblicazione si può affermare che alcune parti sono di straordinaria attualità; (ri) leggendolo si comprende molto bene la situazione in cui è precipitato l'occidente capitalista e l'Italia in particolare. Figlio di un rifugiato politico in quanto costretto da quel porco di Mussolini ad emigrare in Francia credo che la firma di Napolitano al decreto porcata salva lista PDL sia di una gravità inaudita e sancisca di fatto la fine in Italia della democrazia, mi chiedo quali iniziative intende prendere la sinistra ed in particolare Rifondazione per cacciare questo manipolo di fascisti, razzisti, xenofobi, ladri e puttanieri che sono al governo e che stanno distruggendo materialmnte e moralmnte il ns. paese. Credo - e con ciò concludo - che il partito e la sinistra "extraparlamentare" - debbano dare maggiore spazio ed ascoltoalle nuove tecnoligie ed al mondo di internet - dato che altrimenti non vi è alcun modo di inforamre e "formare" le persone.
Quando lumeggerà la possibilità di riscatto dal vile quietismo della opposizione al governo Berlusconi? Oramai le Regole sono diventate un optional e una ingombrante burocrazia. La cosa che sconcerta di più è la firma del Capo dello Stato, perché se il DL deve sanare una situazione che riguarda la Democrazia (permettere a tutti di votare) allora la sanatoria deve valere per tutti. Ad esempio per le liste in bilico nelle Marche riguardanti il radicale Marco Perduca, che ha presentato circa 900 firme in meno di quelle necessarie; per le liste escluse a Viterbo, dove la lista della Federazione della Sinistra è stata esclusa perché a corredo delle firme raccolte, in alcuni casi sono stati allegati i singoli certificati e in altre il certificato elettorale cumulativo rilasciato dai comuni di residenza dei firmatari; per l'esclusione in Calabria, del candidato dei Comunisti lavoratori per mancanza delle firme nella documentazione relativa alla presentazione della candidatura. In merito a Napolitano, tre sono le cose: 1) non è cosciente di diseducare con il suo gesto i cittadini; 2) esiste davvero l'inciucio tra PD e PDL; il governo Berlusconi gli ha fatto una offerta che non poteva rifiutare.
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