SINISTRA
Solidarietà ai lavoratori ed invito al partito a riaprire la trattativa
Salvatore De Luca*
Care/i compagne/i del Comitato di Redazione ed Rsu, cara Liberazione, seguo con notevole preoccupazione la difficilissima fase attraversata dal nostro giornale. Ritengo personalmente gravissimo l’attacco del governo ad una voce libera come la vostra che per 20 anni ha accompagnato, sostenuto e raccontato fedelmente lotte e fasi politiche importanti e storiche che hanno attraversato il nostro Paese. Non solo. Liberazione ha dato voce SEMPRE, senza se e senza ma, a chi voce non ne avrebbe avuta mai. Ha tolto dalla solitudine vertenze che, seppur importanti, rimanevano totalmente oscurate dagli altri media. Ha dato voce al Partito. Ha dato forza, informazione e comprensione delle dinamiche politiche a tutti i compagni. È stato motivo d’orgoglio, ben esposta tra le mani di migliaia e migliaia di militanti nel corso degli anni. Io stesso, ricordo ancora, nella mia esperienza operaia e sindacale nelle file della Fiom alla Lear Corporation di Orbassano - primo indotto Fiat - le mie due immancabili copie giornaliere: una personale, l’altra puntualmente affissa sulla bacheca sindacale che gli operai leggevano e si passavano, apprezzando, (magari lamentando il poco spazio dato allo sport) ma ritenendo il giornale un punto di riferimento e di informazione che più di una volta ha raccontato le loro storie. Quella fabbrica in cui non lavoro più da qualche anno, sta attraversando una nuova difficile fase a causa dei mancati avvii produttivi di Fiat, e con questa, l’intero indotto auto rischia di pagare pesantemente le scelte di Marchionne e, di nuovo, ora come allora, Liberazione c’è. Di nuovo ha dato voce alla loro lotta. Ma Liberazione ci ha raccontato non solo il mondo del lavoro, ci ha raccontato Genova, le guerre, ha raccontato le verità scomode dell’Afghanistan, dell’Iraq e prima ancora nei Balcani, le lotte per i diritti civili e molto altro ancora si potrebbe raccontare del nostro giornale. Ho letto con attenzione le motivazioni dei vostri comunicati, ho letto della battaglia che vi apprestate a continuare con tutti i mezzi e nelle forme che quotidianamente noi, il nostro partito, noi comunisti, sosteniamo e organizziamo in tantissime realtà. Ultima in ordine di tempo, la vicenda dei lavoratori Wagon Lits, che solo pochi giorni fa hanno occupato il grattacielo Intesa San Paolo di Torino e dove, puntualmente, il partito è stato presente con le proprie forze, con i propri militanti, con le proprie risorse, al fianco dei lavoratori. Anche in questo caso, nell’assoluto e vergognoso silenzio della stampa locale, Liberazione è stata l’unica a raccontare i fatti. Comprendo altresì che la situazione economica di Liberazione e del partito sia effettivamente tragica, come nella sua nota il Segretario nazionale ha puntualmente illustrato ma, proprio per questo motivo si deve prevedere una relazione ancora più stretta tra i lavoratori e il partito stesso, per garantire che non siano disperse competenze difficilmente riscontrabili altrove. Per questo non ci si può permettere assolutamente di ignorare il valore della trattativa che va invece esaltato e che ci può essere di conforto anche rispetto a migliori soluzioni che, speriamo, potranno essere valutate successivamente
*responsabile lavoro Prc-Piemonte





