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CULTURA

Satisfiction.me, il nuovo portale per letture inedite. Online dal 16

E' tempo di grandi cambiamenti per Satisfiction, la prima free press culturale, distribuita in 800 mila copie in tutte le librerie italiane, che rimborsa i libri consigliati nel caso non siano piaciuti. Intervista al direttore Gian Paolo Serino.

Da venerdì 16 dicembre nasce Satisfiction.me. Che novità dobbiamo aspettarci? È un progetto parallelo alla free press oppure in futuro pensate di abbandonare la rivista cartacea?
 Satisfiction.me: l’innovazione parte sin dal dominio: me. È stato scelto appositamente perché vuole sottolineare come ogni lettore entri subito in sintonia con il portale e lo senta suo. La sintonia col lettore nasce anche dal pronome. Satisfiction.me è stato ideato per diventare il punto di riferimento della lettura in Italia. E non solo per le letture inedite (si inizia con Dave Eggers, Kurt Vonnegut, Jean Genet, Antonin Artaud e Robert Louis Stevenson), per le recensioni “soddisfatti o rimborsati” o per il riportare il blog letterario a luogo di scambio culturale che vada oltre i “mi piace” di Facebook. Su Satisfiction.me i lettori possono trovare ventidue rubriche quotidiane, firmate dai maggiori scrittori e critici italiani, ma anche book news aggiornate 24 ore su 24: le notizie e le curiosità principali da tutto il mondo sull’universo libro con una media di quaranta aggiornamenti al giorno.
Satisfiction. me non vuole sostituire il cartaceo, anzi. Dal nuovo numero Satisfiction passa da trentadue a quarantotto pagine e da febbraio 2012 diventa bimestrale.

Recentemente Satisfiction ha avviato una collaborazione con Veronesi. Di che si tratta?
 La collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi nasce da una comune visione di intenti: solo affrontando la crisi culturale è possibile affrontare la crisi economica di questi tempi. Una sinergia che presto avrà nuovi e importanti sviluppi.

La rivista Satisfiction e l’omonimo blog nascono da un’idea rivoluzionaria: rimborsare il lettore che, dopo aver letto una recensione, compra il libro ma ne rimane insoddisfatto. Quanti libri avete rimborsato finora? 
In otto anni di blog e in tredici numeri della rivista, a fronte di tremila titoli consigliati, ci sono arrivate una trentina di richieste di rimborso. Chiaramente abbiamo rimborsato! Anche se la maggior parte di chi ci scrive ha compreso la provocazione, il fatto che oggi è necessario ritrovare una coscienza critica, in tempi in cui la critica spesso si confonde con la pubblicità. I lettori di Satisfiction cercano il dialogo, su tutto, con scrittori e critici. Attraverso la formula soddisfatti e rimborsati si crea sulla carta un’interattività propria di Internet.

Tramontata l’epoca della critica militante, in Italia le recensioni sono quasi sempre positive; non di rado si tratta di marchette, favori reciproci tra scrittori e addetti ai lavori. Chi ne fa le spese è il lettore che acquista il tanto pubblicizzato capolavoro di turno e ne rimane deluso. Lei invece non ha mai risparmiato le stroncature, anche eccellenti. Questo comportamento le ha provocato inimicizie o rancori? E si è mai pentito di qualche stroncatura?
 Credo che le stroncature in certi casi siano necessarie. Infatti dal numero 13 di Satisfiction e su Satisfiction.me curo una rubrica: Titani(c). Mi occupo di scrittori per me sopravvalutati. E sono moltissimi. Parto non a caso con David Foster Wallace, uno scrittore che è necessario ridimensionare. Almeno per quanto mi riguarda.

Lei si è distinto anche per l’uso di un linguaggio molto immediato e l’avversione verso tutto ciò che è accademico. Satisfiction è stata definita l’enfant terrible della critica letteraria; che rapporti ha con gli altri critici e la società letteraria in generale?
 Con la società letteraria non ho rapporti semplicemente perché non esiste. Esiste la società editoriale, ma è un'altra cosa.

di Red. Online.

in data:10/12/2011

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