SOCIETÀ
Pensioni, l'80% delle famiglie italiane boccia la previdenza integrativa
Circa l'80% delle famiglie italiane non manifesta alcuna volontà di aderire a schemi previdenziali integrativi in futuro e addirittura in 1 caso su 10 ignora completamente il tema: lo rende noto il Rapporto Censis 2011, secondo il quale tra i capifamiglia occupati la remora principale avanzata, in special modo tra i più giovani, «è il costo in relazione allo stipendio disponibile», mentre la necessità di integrare la propria contribuzione previdenziale viene più spesso rifiutata e considerata «iniqua» dai capofamiglia di età più avanzata. Ma la scarsa propensione a prendere in esame l'ipotesi di aderire a polizze previdenziali integrative, viene sottolineato, è propria anche di capofamiglia under 40 (il 40% contro una media del 20,4%). Alle difficoltà di tipo economico contribuiscono anche «grandi zone d'ombra e profonde lacune informative, che si aggiungono - sottolinea il Censis - alle difficoltà strutturali che la previdenza integrativa incontra nel suo diffondersi», proprio in virtù del fatto che i lavoratori più giovani, principali destinatari di questi strumenti, «si trovano in buona parte a dover fronteggiare i rischi connessi all'instabilità lavorativa nel presente». I capifamiglia fino a 40 anni giudicano «prematuro perchè troppo giovane» l'adesione alla previdenza integrativa (per il 40%), o anche «troppo costoso per il mio stipendio» (per il 37,6%). Oltre la soglia dei 40 anni viene giudicato da un 36% «ingiusto pagarla se già pago i contributi» e «troppo costoso» da un altro 28,5%.





