SPETTACOLI
Parola di Clooney: in politica ci si sporca
di Roberta Ronconi
Le Idi di marzo di George Clooney non ha tanto a che vedere con l'uccisione di Cesare, quanto con una fermata di metropolitana. Il titolo originale "Farraguth North" è infatti una stazione metro di Washington, città in cui si svolge il dramma teatrale scritto da Beau Willimon nel 2008, lontanamente ispirato alla campagna democratica per le primarie di Howard Dean. Willimon stesso è stato consigliere e portavoce di un senatore democratico durante la campagna presidenziale, e questo spiega la conoscenza acuta del mondo raccontato in queste Idi di marzo. Il primo piano narrativo è su Stephen Meyers (Ryan Gosling), trentenne addetto stampa del candidato democratico Mike Myers (George Clooney), giovane pieno di belle speranze e di alti ideali che dovrà velocemente rivedere. Per adattarsi al gioco della politica in cui gli ideali "puliti" sono solo di intralcio. Chi vuole salire la scala del potere deve imparare a farne a meno, peggio, deve ucciderli. Questo il filo da thriller interiore che George Clooney riesce a mettere in scena con grande maestria, grazie all'asciuttezza del testo e alla incredibile bravura dei suoi protagonisti. Accanto al grandissimo Gosling (sorta di Christoph Waltz in giovane), appaiono infatti Philip Seymour Hoffman, nella parte del "capo" e istruttore di Meyers, che nel gioco del potere tiene più alla lealtà che all'umanità, Marisa Tomei in quella della giornalista politica dalla doppia faccia, Paul Giamatti portavoce del candidato repubblicano, cacciatore di teste privo di scrupoli. Il risultato è una sorta di romanzo di "formazione al degrado", una discesa negli inferi della corruzione e del tradimento delle idee propagandate. Picevolissima la visione, tanto da restare assai delusi dalla fine, troppo rapida, della pellicola. L'ora e mezza scorre a fiato trattenuto, e senza che né storia né riprese ci costringano a fare troppi giri di boa. Semplice, tagliente, dritta all'obbiettivo. Unica pecca: un frutto del male un po' scontato e molto americano. Tutto il gioco infatti si sfascia per via di una scappatella amorosa finita tragicamente. Molto umana, come scelta, ma anche molto banale e legata a un puritanesimo di stretto stampo oltreoceanico. A parte questo, le Idi di marzo è puro piacere da sala.





