SINISTRA
Messaggio di solidarietà dei precari della scuola
Quando sono passato nella redazione del giornale stamattina, ho avuto immediatamente un senso di familiarità con i vostri sguardi: li conoscevo, erano quelli, tra sacchi a pelo e cornetti, di chi ha fatto la prima notte di occupazione ed erano gli stessi che tante volte abbiamo avuto noi insegnanti precari al provveditorato occupato, o in presidio un mese nelle tende di fronte al MIUR. Sono cose che conoscete perché le avete raccontate e anche per questo vi esprimiamo la nostra solidarietà. Solidarietà a lavoratori in lotta, come lo siamo anche noi da anni, che difendono il posto e la dignità del lavoro. E solidarietà a chi vuole raccontare il mondo da una visuale critica e diversa, che è la prospettiva che vorremmo dare noi, se ce ne fossero date le possibilità, ai nostri studenti. Abbiamo ben chiaro come la retorica dell’Italia da salvare sia stata tradotta dal nuovo governo in una politica di classe che colpisce i lavoratori e salva la speculazione. Noi subiamo ancora tutti i tagli dei governi precedenti, voi la mannaia sull’editoria, mentre sono tutelati i grandi interessi finanziari. Intanto ci vogliono far passare la stanca formula della salvezza del paese, dei più vecchi per i più giovani, mentre alzano l’età pensionabile preparandosi a una riforma del mercato del lavoro da lacrime vere, le nostre. Noi insegnanti precari continuiamo a lottare, oggi ancora più animati dalle false speranze di un concorso senza posti (il 15 gennaio saremo in assemblea nazionale a Roma), e siamo al fianco vostro e del giornale in questi giorni e per gli sviluppi futuri. Speriamo di rincontrarci presto sulle vostre colonne, in racconti di lotte vinte.
Massimo, Coordinamento insegnanti precari - Roma





