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Marcella Di Folco? Boh La “distrazione” dei giornali

Marcella Di Folco? Boh. Chissà chi era. E il movimento di liberazione trans? Mai sentito nominare. Ah sì, forse le trans sono quelle da sbattere in prima pagina in occasione di scoop pruriginosi tipo “caso Marrazzo”. O quelle che seminude fanno tanto comodo per fare un po’ di folclore sui Pride... Riflessioni surreali, che è folle attribuire a un caporedattore immaginario di “grande” giornale? Mica tanto, almeno a sfogliare i quotidiani di ieri. Il Corriere della sera non dedica alla morte di Marcella neanche una riga. Idem Repubblica nell’edizione nazionale. Dieci righe sul Messaggero (attenzione, in cronaca romana). Venti su La Stampa.
Fuori dai canali di movimento, intasati ieri di messaggi e dolore, un’informazione minima su Marcella hanno potuto riceverla solo i lettori dell’Unità (ma in una pagina di spettacolo, sotto il titolo “Addio a Marcella Di Folco, volto amato da Fellini”), del manifesto, e di Liberazione.
E poi le cittadine e i cittadini bolognesi: spettatori del Tg3 regionale, lettori della pagina locale di Repubblica, come se la battaglia di Marcella riguardasse solo le due Torri e non un’intero paese che ancor oggi annaspa nel cogliere la portata di libertà di chi lotta per anni prima di raggiungere il “genere” cui sente di appartenere. E di chi, come Marcella, affrontando questa mai semplice transizione non si nasconde, anzi, lotta per i diritti delle altre (e degli altri) come lei e per quelli di tutti. Paradossale da questo punto di vista la gaffe del Resto del Carlino, che non solo ha ritenuto di dover pubblicare una foto di Marcella “prima” (così, tanto per inchiodarla post mortem all’identità che aveva rifiutato), ma ha sbagliato, sbattendo in pagina un signore sconosciuto.
Marcella, noi che te ne sei andata l’abbiamo detto nelle pagine di politica. Perché le tue scelte, la tua storia - da Cinecittà a Casablanca, al Consiglio comunale di Bologna, all’arcobaleno di cento Pride - è politica. Politica pura. Ciao Marcella, il trono da “papessa” da oggi è tutto tuo.

Carla Cotti

in data:09/09/2010

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