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LAVORO

Manovra, è ancora sciopero. Oggi in piazza i Pubblici

di Fabio Sebastiani

Dopo lo sciopero generale confederale del 12 dicembre e l'agitazione di autisti e macchinisti, oggi tocca ai lavoratori del pubblico impiego, della conoscenza, delle Poste Italiane e dell'Energia.
Contro la manovra, attesa in Senato, continuano intanto i presidi davanti al Parlamento: da martedì 20 a venerdì 23 dicembre, dalle ore 15 alle ore 18. Il 24 dicembre è prevista addirittura una conferenza stampa con Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil.

Montecitorio sarà anche il luogo dove domani mattina confluiranno i dipedenti pubblici e quelli della conoscenza (dalle ore 9.30 alle ore 12.30).
Anche  l'altro ieri Susanna Camusso è tornata a criticare la manovra. «Non ha i tratti di equità che avrebbe dovuto avere - ha detto intervenendo a Padova - e che comunque bisogna provare ad ottenere». Più che l'equità, il nodo rimane quello della recessione. Senza sviluppo, è questo il ragionamento del sindacato, non è pensabile di chiedere sacrifici.
Secondo Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, sigla dei lavoratori della scuola e dell'università, la manovra di Monti oltre ad essere iniqua e recessiva, «non prevede alcun intervento per i comparti della conoscenza pubblica». «Come si possono conciliare le parole del Ministro Profumo e dello stesso Presidente del Consiglio sul valore dell'istruzione e della ricerca per lo sviluppo del Paese e la mancanza d'investimenti, dopo i tagli epocali della Gelmini, e' un mistero», aggiunge Pantaleo. La Flc-Cgil chiede al ministro Profumo l'apertura del confronto con le organizzazioni sindacali.
Non solo "recessiva" la manovra, anche inflazionistica. L'applicazione dell'Imu rischia di far salire il costo degli affitti, che in fase di rinnovo dei contratti potrebbero passare da concordati a liberi con un aumento stimato tra il 20 e il 30%. A rilevarlo è uno studio del Dipartimento ambiente e territorio della Cgil. Per le seconde case, infatti, i Comuni potranno applicare una maggiorazione all'aliquota base e non c'è distinzione tra appartamento affittato a canone libero o concordato: la tassazione aumenta comunque. Per questo, secondo lo studio, «è presumibile che in fase di rinnovo i contratti concordati (circa 600mila secondo le stime della Cgil) diventeranno liberi, senza limite di canone e con un aumento stimato tra il 20 e il 30%». In questo modo per un alloggio medio di circa 80 mq in zona semicentrale a Milano, dove con un contratto concordato si riusciva a far applicare un canone di circa 950 euro, in fase di rinnovo, con il passaggio a un canone libero la cifra salirebbe a circa 1.400 euro. A Roma, per la stessa tipologia di immobile, si potrà passare da 900 a 1.300 e a Napoli da 700 a mille.
Sul fronte delle pensioni, l'allarme arriva dai medici: oltre 1 medico su 3 è infatti over 55 e la manovra del governo Monti «porterà i medici a lavorare fino ai 66 anni e in diversi casi anche oltre, con turni notturni sempre più frequenti a causa del blocco del turn over». A denunciarlo è il segretario della Fp-Cgil Medici Massimo Cozza, che annuncia la partecipazione dei medici allo sciopero nazionale del pubblico impiego di lunedì 19 dicembre e pone un quesito provocatorio: «Vi fareste operare in emergenza notturna da un 66enne?». La stessa manovra, sottolinea Cozza, «non affronta il nodo della stabilizzazione dei precari, penalizzando oltre 10mila giovani». «È equo - prosegue Cozza - costringere un medico a continuare con le guardie notturne dopo i 60 anni e chiudere la porta d'ingresso a migliaia di giovani medici? Siamo in presenza di una tassa intergenerazionale, si chiedono sacrifici ai medici più anziani senza dar nulla alle giovani generazioni, le più colpite dalla crisi del sistema. Chiediamo - conclude - un intervento che destini una parte delle risorse risparmiate con la stangata sui soliti noti per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani medici».

in data:19/12/2011

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