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Liberazione

Lettera di Paolo Ferrero a CdR e Rsu Liberazione

di Paolo Ferrero

Cari compagne e compagni,

Mi risulta che sia fissata per oggi una trattativa sindacale e quindi in quella sede vi sarà l’incontro che tutti quanti auspichiamo. Senza nulla togliere all’incontro vorrei rispondere alla Vostra con un paio di considerazioni. In primo luogo, la possibilità di fare i 250 numeri del giornale – e quindi di maturare i contributi minimi per accedere ai contributi statali – non trova nei prossimi giorni un limite invalicabile. Noi non rinunciamo per nulla a richiedere i contributi statali e vi assicuro che se vi fossero le risorse non vi sarebbe nessun problema tecnico o organizzativo che impedirebbe la pubblicazione dei 250 numeri entro la fine dell’anno. A costo di fare uscire il giornale 7 giorni su 7. Il vincolo che abbiamo è solo e solamente quello economico. A questo riguardo è evidente che – al contrario di quanto dite voi – il suicidio sarebbe dato dalla scelta di far uscire comunque il giornale cartaceo in questo periodo ed in queste condizioni. Porterebbe nel giro di pochissimo tempo al fallimento certo di Liberazione. Questo perché i tagli hanno determinato un deficit strutturale enorme e anche l’assenza di ogni liquidità: Si partirebbe nella certezza dell’impossibilità di fare fronte agli oneri che deriverebbero dalla pubblicazione del giornale stesso, che sarebbe di svariate migliaia di euro per ogni numero editato in forma cartacea.

In secondo luogo, nonostante le vicissitudini legate al cambio del sottosegretario con la delega all’editoria non facilitino il lavoro, riteniamo possibile avere entro breve tempo un parere della Commissione sulle diverse tipologie di pubblicazioni finanziabili. Su questa base – e prima di aver una definizione delle entità finanziarie effettivamente disponibili – si potrà fare un primo ragionamento mirato su come proseguire l’attività editoriale di Liberazione. Questo perché il nostro obiettivo è quello di mantenere Liberazione – nella forma che sarà possibile compatibilmente con il finanziamento pubblico e con gli ulteriori risparmi determinabili – mentre in caso di fallimento tutto andrebbe distrutto.

Da ultimo, continuo a pensare che sia necessario fare la battaglia rivolta in direzione del governo – sia sulle risorse che su regolamento – perché quello è il punto dirimente. Rifondazione Comunista ha messo tutte le risorse che aveva: siamo ad oltre 7 milioni di finanziamenti a fondo perduto in 4 anni, una cifra per noi assolutamente fuori misura. Rifondazione non può coprire ulteriori deficit e quindi come può essere editata Liberazione e quanti posti di lavoro si possono salvare è una conseguenza ch dipende in primo luogo dal tipo e dalla quantità dei contributi pubblici.

Con immutata stima,

Paolo Ferrero

in data:11/01/2012

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