POLITICA
Lettera aperta di Paolo Ferrero ai segretari dei partiti dell’opposizione
Cari amici e compagni, penso che non si possa continuare a tergiversare. A me pare del tutto evidente che la crisi interna al centro destra più che determinare la fine del berlusconismo stia producendo un ulteriore imputridimento della crisi politica. Che i destini del governo e per certi versi della repubblica – visti i propositi anticostituzionali di Berlusconi – siano riassumibili nella diatriba legal giornalistica su un appartamento di Montecarlo non è null’altro che il segno di un degrado senza fine. Nessuno può pensare che il fango tocchi solo gli altri. In questa Weimar al rallentatore che stiamo vivendo da anni lo schifo tocca in egual misura chi lo provoca e chi non è in grado di arrestarlo. Questa crisi ha indebolito il Berlusconi presidente del consiglio ma certo ha rafforzato il disgusto per la politica che milioni di italiani provano verso una classe dirigente che è incapace anche solo di ragionare sui temi che riguardano la vita quotidiana dei propri concittadini. Non so se sarà ancora Berlusconi a beneficiare di questo degrado o se sarà qualcun altro ma so che la ricerca di uomini della provvidenza si è oramai drammaticamente generalizzata. La carica antidemocratica di questa domanda non sarà semplice da smaltire. Quella odierna è la crisi della seconda repubblica, se ne può uscire con un ristabilimento della democrazia o con il suo ulteriore restringimento in senso antidemocratico.
Per questo la proposta di un governo di garanzia a me pare oramai completamente inadeguata. Non l’ho mai condivisa ma ne potevo capire le ragione nelle settimane scorse. Vi pare seriamente che si possa continuare così ancora a lungo, con le destre che ammorbano il panorama, la Lega che si erge a paladina della moralità e il paese che sprofonda dentro la crisi? Questo scenario potrebbe durare per mesi. Vi pare possibile che lo sbocco di questo putridume sia un governo istituzionale frutto di una manovra di palazzo, privo di mandato democratico e che avrebbe probabilmente l’unico effetto di permettere a Berlusconi di dipingersi – una volta ancora – come vittima? Persino Bossi descrive ormai il centro destra come una palude.
Vi scrivo per proporvi di cambiare registro, di prendere atto della gravità della situazione e del fatto che per uscire da questo pantano occorre una proposta politica forte e netta. Si chiedano le elezioni anticipate per porre fine al degrado prodotto dal fallimento delle destre e si dia vita ad uno schieramento democratico con cui presentarsi alle elezioni. In questa situazione nessuno ha la bacchetta magica ma si può costruire un’alleanza democratica basata su pochi punti chiari: la difesa della costituzione e il ristabilimento pieno delle regole democratiche, la modifica della legge elettorale in senso proporzionale, una politica sociale redistributiva.
Smettiamola con questo impotente aventino che da troppo tempo caratterizza l’opposizione.
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Intanto di buono c'è che, stando questa "lettera", il "governo di transizione" appare, oggi, improponibile, e Ferrero mi sembra l'unico che, a Sinistra, lo dice chiaro e tondo. A mio avviso bisognerebbe essere ancor più chiari però, espliciti, se non subito certo fra poco: è proprio il termine "governo" infatti che, in questa fase, a me sembra improponibile per chi si riconosce ancora nella falce e martello, e per certi versi grottesco visti i recenti "successi" del governo Prodi (su cui, anche qui, Ferrero è stato l'unico tempo fa a fare autocritica a Sinistra), governo questo che perlomeno aveva il merito di non "dialogare" con Fini e Casini... Ma insomma, siamo seri: ma come si può, ragionevolmente, fare anche lo 0,1% degli "interessi dei lavoratori" oggi, dando vita a una "alleanza democratica" totalmente eterogenea (ammesso poi che questa geniale operazione riesca, e il PDL berlusconizzato più la Lega non stravincano invece, come credo, le prossime elezioni), dominata fra l'altro da forze (il PD, Casini, Montezemolo-Fini-Rutelli) animate, su questioni centrali come i diritti dei lavoratori e le loro retribuzioni (Pomigliano d'Arco docet), da idee tutt'altro che... liberali e men che mai democratiche? E ancora: su un tema a noi (comunisti, brutti, sporchi e cattivi e con la falce e martello...) caro come l'immigrazione e i diritti dei migranti, come si può andare d'accordo, dalla postazione del cosiddetto "governo democratico" di là da venire, non dico con Casini, Fini e le sue buffe fondazioni "politico-culturali" (sic), ma anche con il Pd, se sono vere le dichiarazioni che Sergio Chiamparino ha fatto recentemente a proposito dei diritti dei migranti in quel di Torino, dichiarazioni che avrebbero fatto arrossire perfino Sarkozy?... E ancora: la questione della laicità delle istituzioni, della scuola, della ricerca, del (sacrosanto a mio modesto avviso) diritto d'abortire come ci pare e piace nell'anno di grazia 2010, o di usufruire tranquillamente di tecniche e prodotti per la cosiddetta "fecondazione assistita"; insomma tutto ciò può essere difeso o, come credo io, potenziato, governando assieme a Casini, Fini, Di Pietro e... Rosi Bindi?... E ancora: la tanto sbandierata questione della "legalità", che ha fatto di Fini e dei suoi simpatici amici un "eroe" per il PD e per l'Italia dei Valori: siamo sicuri che la Destra... monegasca di Gianfranco Fini e dei suoi amici (tra i quali vi è, fra i tanti personaggi tutt'altro che limpidi e immacolati, anche, lo ricordo ai compagni tutti, l'avvocato di Giulio Andreotti, che al famoso processo a carico del senatore a vita ha difeso il buon nome di... Salvo Lima! Di Pietro queste cose le sa?! E Santoro?! E "Il Fatto quotidiano"?!...) sia un antidoto contro la "immoralità", la "illegalità" dilaganti, che a mio modestissimo avviso sono un problema che riguarda non solo "Berlusconi" e il "berlusconismo", ma l'intera classe politica della Seconda Repubblica? E ancora: si può davvero difendere la Costituzione (ammesso che ciò stia a cuore al PD, a Casini e a Fini) e magari anche la sola unità nazionale in chiave antileghista con forze di questa natura?... Pertanto, confermo: nella "lettera" di Ferrero di buono c'è, secondo me, un "no" netto a governi pasticciati di transizione da fare con questo parlamento. Spero che, per il futuro, si lavori nella Federazione della Sinistra al progetto d'una Sinistra di OPPOSIZIONE, e non a quello d'una microscopica Sinistra di governo. Credo che, su questo punto, Ferrero e la Federazione dovranno essere più chiari e più "coraggiosi", molto più coraggiosi anzi. Chiudo questo mio commento con una riflessione: in Europa, i partiti a noi più vicini per storia, simboli, ecc. sono da anni, appunto, all' "opposizione", anche di governi (vedi Grecia, ad esempio, o Spagna) guidati da forze socialdemocratiche, e non dalle armate Brancaleone capitanate dagli impavidi D'Alema e Fini... Questi partiti (la Linke in Germania, il KKE più la coalizione Syriza in Grecia, Izquierda Unida in Spagna) sono attualmente all'opposizione (opposizione: non "governo" o "appoggio al governo", problema questo che la sola estrema Sinistra francese si sta ponendo, ma in un contesto ben diverso: con un PSF che ha messo in minoranza le componenti più moderate e sull'onda di lotte sociali e sindacali durissime, che qui da noi non ci sono state al contario negli ultimi due anni, e che stanno cominciando solo ora) ed hanno consensi elettorali che farebbero piangere dalla gioia qualsiasi comunista italiano, d'altronde tutto intento nell'estate del 2010 a fare cosa? Udite udite: un' "alleanza democratica" con il PD, l'UDC e, magari, la Destra... monegasca di Futuro e Libertà... Non è che il calo dei consensi e i (conseguenti) problemi attuali della Sinistra italiana, soprattutto quella comunista, derivano dal fatto che qui, in questo disgraziatissimo paese, negli ultimi dieci anni si è pensato un po' troppo a "governare", e molto meno a fare una buona, seria, sana battaglia d' "opposizione", tanto più necessaria in un paese del Terzo Mondo come il nostro? Non sarebbe meglio, compagno Ferrero, lanciare il progetto d'una Sinistra d'opposizione (che in questa "lettera" c'è e non c'è, anche se questo documento può diventare una buona pezza d'appoggio per me), un "polo anticapitalista" aperto ovviamente anche a SEL e a tutti quelli che vogliono aderire, il cui primo ed unico obiettivo sia difendere gli interessi e i diritti dei lavoratori? Non sarebbe meglio lavorare nei prossimi mesi a questo progetto, e su questa base tentare di rientrare in parlamento?...
Caro Ferrero, leggo con sconcerto e delusione le tue parole. Sul fatto che la situazione della politica italiana sia ormai in fatale declino da anni non vi è il minimo dubbio, come pure non vi sono dubbi sul fatto che la tendenza aventiniana dell’opposizione non paghi; la tua risposta, però, mi pare inadeguata e fumosa. E’ vero, bisogna andare alle elezioni, ma se i presupposti delle nostre collaborazioni politiche sono così sfuocati, il rischio è quello di una definitiva sconfitta. Dal tuo testo non si intuisce quali possano essere le forze con le quali intavolare un dialogo che possa portare ad una alleanza. Il PD degli anticomunisti di rigetto? E poi, quale alleanza? Un’alleanza solo elettorale sarebbe ridicola: capisco le priorità democratiche, la cacciata di Berlusconi e il ristabilimento della democrazia, ma non possiamo svendere noi stessi. Ciò che serve, semmai, è un’alleanza sul programma e, soprattutto sull’azione, un’azione comunista, solo comunista. Il tema del lavoro è il principale. Non possiamo dare la colpa della nostra ultima sconfitta alla legge elettorale. Ciò che manca, e manca da tempo, è un’azione seria, politicamente definita, nelle fabbriche, sui luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università, nel paese in generale. Il partito ha perso lì prima che nelle cabine elettorali. Chi si fa più i mercati il sabato mattina per volantinare? Le sezioni chiudono e i compagni sono sempre più avviliti, mentre le feste di Liberazione si atrofizzano, fino a sparire. Nella mia università (Statale di Milano) la lista comunista non si è presentata alle ultime elezioni studentesche perché, mancando un progetto serio di partito, non poteva contare su un appoggio politico certo. Questo scoramento trionfa perché la classe dirigente del partito non ha più un programma serio e preciso da mostrare ai militanti, una linea d’azione pratica che li ispiri nella loro vita quotidiana. Per ritrovare la speranza, bisogna ritornare alla base. Per farlo dobbiamo renderci conto che non siamo più un partito di massa: occorre tornare al partito d’avanguardia. Sarà incredibilmente più faticoso, ma è l’unica strada. Quindi la classe dirigente, tu in primis, deve prendere atto del fallimento e farsi da parte. Anzi, avrebbe dovuto farlo prima, e non solo adesso che forse si mostra all’orizzonte il profilo delle agoniate elezioni. Ritornare alla base, dicevo: quando i dirigenti non sono all’altezza si torna alla base. E’ evidente, però, che il problema dei vertici andrà risolto al più presto. In che modo? Limpidezza dell’appartenenza politica: basta diciture del tipo “di sinistra”, “movimentista” e quant’altro. Siamo comunisti e basta. Basta transgender in cerca di poltrone che poi sputtanano il partito in prima serata su Rai2. E’ talmente ovvio, nulla contro i transgender; a me va bene anche un segretario con il boa di struzzo, purchè sia il miglior comunista del paese. Limpidezza politica. In questo senso, leggo su alcuni commenti di alleanze con SEL, VERDI e simili. Basta. Queste sono forze che hanno scelto un’altra strada, una strada che è sbagliata, e che è la collaborazione con le forze fintoprogressiste del centrosinistra. Nessuna convergenza con costoro. Basta anche con Facebook e la società civile (d’altro canto due ambiti ben frequentati da SEL). La politica la fanno il partito e i militanti; si fa nelle piazze, nella realtà. Mi spiace vedere molti compagni che hanno queste tendenze vendoliane, da società civile, da social network. Sono vittime dell’azione deleteria di Bertinotti il quale, negli anni passati, ha fatto ciò di cui Gramsci accusava il PSI (in riferimento alle masse operaie): ha borghesizzato la base, indirizzandola verso temi ed interessi che mai le erano stati cari. Tuttavia sono fiducioso che una base che era rossa sino a pochi anni fa, non sia potuta diventare rosa nel giro di così poco tempo. Riassumendo: -LE ELEZIONI SONO L’ULTIMO DEI NOSTRI PROBLEMI. INUTILE PRESENTARCI SENZA AVER RIDEFINITO UNA VOLTA PER TUTTE LA NOSTRA IDENTITA’: COMUNISTI. -LA CLASSE DIRIGENTE HA FALLITO. RITORNO ALLA LIMPIDEZZA IDEOLOGICA: SPAZIO AI COMUNISTI VERI. -LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE SPOSI IL PROGETTO D’AVANGUARDIA. TORNARE ALL’AZIONE SUL TERRITORIO, COL PIENO SOSTEGNO POLITICO, MORALE E MATERIALE DEL PARTITO. -COLLABORAZIONE CON FORZE COMUNISTE (“NON GENERICAMENTE DI SINISTRA”), SULLA BASE DI UN PROGRAMMA D’AZIONE MASSICCIA NELLA SOCIETA’ (IN PRIMO ISTANZA SUI LUOGHI DI LAVORO E DI STUDIO) E NON SULLA BASE DI ESIGENZE DI CARTELLO ELETTORALE. Un saluto, Ivan.
Solo due parole....sono molto pessimista riguardo all'esito positivo di una politica sociale redistributiva, uno dei cavalli di battaglia da sempre della sinistra, perchè la tal cosa non rientra nel DNA degli italiani....è invece possibile e auspicabile che si riesca ad eleggere un governo meno disastroso dell'attuale......
Ciao Paolo, proposta condivisibile, ma bisognerebbe anche riacquistare la fiducia degli elettori. Ti propongo alcuni suggerimenti: 1) 50% dei candidati con età inferiore a 40 anni 2) 80% dei candidati devo essere non politici (nel senso di non essere consiglieri, assessori etc) 3) proporre una vera difesa del lavoro anche andando contro le false cooperative 4) maggiori fondi alla scuola 5) una volta eletti (maggioranza o minoranza che sia) i candidati devono confrontarsi almeno una volta al mese con gli elettori fuori dalle sedi di partito 6) evitare la porcata di candidare persone di altre regioni in regioni non loro (nel 2008 qui in Liguria la lista Arcobaleno era vergognosa) dai che ce la possiamo fare... saluti andrea
condivido, ma purtroppo la voce del nostro partito è oramai un flebile mormorio che nessuno neppure prende in considerazione. Spero che almeno questa lettera venga letta e che ci sia veramente una alleanza per la democrazia che sia propedeutica ad uda fase politica cotruttiva. Intendo dire che per ora (come ai tempi dle fascismo) l'esigenza è quella di liberarci di questi delinquenti. Solo dopo si potrà parlare di politica. E solo dopo ci sarà tempo e modo di ridividerci in funzione di differenti progetti e ideali. L'antifacismo vinse perchè gli antifascisti avevano un unico e forte obiettivo: battere il fascismo. Impariamo da loro e uniamoci contro il nemico della Costituzione, delle Regole, della Legalità, della Cultura e del Buon Gusto
(FrancoCosmi) Scusate, dimenticavo uan cosa importante. I partiti che danno vita ad una coalizione dovrebbero esplicitare IN ANTICIPO quali sono i valori che, venendo meno nellazione della coalizione, causerebbero l'uscita dalla coalizione stessa. Eviteremo un nuovo caso Bertinotti. Per carità di patria non cito il caso Mastella.
Non è affatto detto che chi è più "grande" o più "forte" dica il giusto, abbia ragione e faccia le scelte migliori. Giusto? Bene. Però una "minoranza" convinta delle propie giustezze ragiona e dialoga al'interno di un partito o coalizione per convincere e conquistare la maggioranza. E' dura ma è così. Arroccarsi sull'Aventino e da qui far scorrere la propria acqua "altissima, purissima, lievissima" non paga. E nel contresto politico italiano non ha pagato per almeno 15 anni. Per governare il Paese con le scelte che noi riteniamo più giuste, più eque, più solidali ecc. oggi la prima cosa da fare è scalzare Berlusconi e il berlusconismo, cancellare la legge elettorale "porcata" ridare la possibilità di scelta dei candidati (e non serviranno più le primarie), fare la legge sul conflitto degli interessi; stabilire, almeno nei partiti della sinistra, che chi si vuole candidare deve, ripeto deve, firmare una dichiarazione che non ha pendenze legali, che non ha commesso atti che lo pondano a rischio di processi giudiziari e che il suo comortamento non sia in contrasto con i valori dichiareti agli elettori. Ancora. Negli statuti dei partiti ci deve essere la norma che il partito possa citare in giudizio o farsi parte civile verso un eletto che abbia infranto determinate leggi o che con il proprio comportamento abbia infangato il partito di appartenenza compromettendone la credibilità. Fatte queste poche cose si può ricominciare (di corsa) a rimettere in piedi il Paese. Ne convenite? Gradirei leggere altri pareri. Grazie.
lo so che sicuramente mi tirerò contro tanta gente.... so anche che molti mi diranno: "sei sicura di voler abbattere mister B.?" ma io non rinnego quel che sono, quel che sento... SONO DI SINISTRA e come tale NON posso accettare alleanze ad personam o di comodo! Non posso dire che mi sta bene IDV e neppure il PD (parole di Bersani e Bindi, megliio Fini .....). Io spero ancora in una sinistra vera, chiedo quindi a Ferrero di farsi sentire e non con frasi retoriche, ma davvero, difendendo i lavoratori, le classi disagiate..... perchè questa è la sinistra vera! Ci sono diversi movimenti nati su Facebook che sostengono la sinistra, vedi Comunisti Uniti, Rete@sinistra, CNS, ed altri.... e allora perchè non chiamarli??? Perchè quel che rimane del PCI non può pensare di RIUNIRE tutte le "forze" pensanti che sono attive (intanto nel web) per ricompattare la VERA sinistra del Paese? Il mio vuole essere un appello a tutti i comunisti... non siamo al parlamento? Non ha importanza ADESSO ma sicuramente l'avrà DOMANI! Iniziamo a farci sentire, iniziamo a condividere le lotte.... e forse CE LA FAREMO! Ferrero per favore unisca quel che tempo fa è stato diviso in nome di interessi personali, è il popolo che glielo chiede, non i seggi parlamentari!
Non credo che Montezemolo non sia per uma "politica sociale redistributiva" per non parlare del proporzionale da cui avrebbero solo che da perdere... buone intenzioni...ma io non riesco proprio più a fidarmi...il guaio è, che tatticamente per la sinistra non ci sono molte alternative
Cari Compagni di Liberazione, , devo sinceramente dire che la proposta contenuta nella lettera aperta del nostro Segretario, il compagno Paolo Ferrero, di dar vita ad uno “schieramento democratico” che si presenti alle elezioni non mi convince. Condivido invece l’analisi che fa Paolo. Tenterò di spiegare brevemente perché. Prima di tutto ritengo necessario fare una premessa. E’ evidente che le elezioni si avvicinano per la crisi interna alle destre. Pdl e Lega hanno quindi tutto l’interesse ad andare ad elezioni il prima possibile per capitalizzare la forza elettorale di cui ancora dispongono e per liquidare definitivamente Fini e specialmente un’idea di destra democratica che i finiani oggi incarnano. Sono convinto infatti che la rottura tra Berlusconi e Fini non derivi tanto da una lotta di potere ma soprattutto da due idee diverse di destra (populista e antidemocratica la prima, europea e democratica la seconda). Detto questo però credo anch’io, come il compagno Ferrero, che la soluzione di un governo tecnico sarebbe negativa. Infatti un esecutivo di tal genere, dovendo molto probabilmente mettere mano, in una situazione di crisi, a politiche antipopolari (per esempio con la prossima finanziaria) rafforzerebbe ulteriormente il Pdl e, soprattutto, la Lega (la quale, come giustamente dice Ferrero, pur essendo a piene mani dentro il potere di Roma, si presenta, paradossalmente come “paladina della moralità”). Pertanto, credo, che l’unica soluzione sia quella di andare ad elezioni anticipate. Non mi convince dicevo, la proposta di Paolo di costruire un’alleanza democratica in quanto, lanciata così, senza un serio dibattito nel partito e nella sinistra, rischia di essere colta come una riedizione tardiva dell’Unione (dove al posto di Mastella c’è Casini) che avrebbe come unico cemento l’antiberlusconismo. Infatti non vengono precisati i confini di questa proposta: essa, mi sembra di capire, è rivolta a tutti i Segretari dell’opposizione quindi anche all’Udc di Casini. Un tale schieramento non solo si scontrerebbe su quale riforma elettorale fare ma sicuramente non potrebbe mettere in atto alcuna politica sociale redistributiva come invece chiede il compagno Ferrero nella sua lettera. Rischierebbe invece di dar forza ulteriore all’antipolitica spingendo nell’astensionismo altri elettori ed altre elettrici di sinistra. Per rompere il bipolarismo, mortale per la sinistra, si dovrebbe inoltre evitare di arrivare a due schieramenti, quello Berlusconiano e quello antiberlusconinano, ma, possibilmente, almeno a tre (centrodestra, centro, centrosinistra). Inoltre non si capisce se questa proposta è un’iniziativa singola del Segretario o se è invece è fatta a nome del partito e in particolar modo a nome della Federazione della Sinistra. Credo invece che prima dovremmo capire le reali intenzioni della sinistra radicale (Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà quel che rimane dei Verdi, ecc.) e come intende presentarsi alle elezioni (divisa, con il rischio che rimanga extraparlamentare per altri 5 anni, o unita). Dovremmo insomma costringere le altre forze di sinistra, e in particolare Vendola e Sel, ad uscire dalle loro ambiguità e a decidere cosa vogliono fare da grandi. Oggi il passaggio principale è quello di lavorare come Prc e come Federazione della Sinistra per arrivare a costruire una lista unitaria della sinistra radicale (Fds, Sel, Verdi, ecc.) da presentare alle prossime elezioni. Una lista che, nel rispetto delle diverse identità, costruisca un programma di reale cambiamento politico e sociale da presentare agli elettori. Solo dopo aver fatto questo passo è possibile che la lista di sinistra radicale (unita e quindi con più forza contrattuale) proponga al Pd e all’Italia dei Valori, sulla base di un programma di cambiamento, un’alleanza non solo per sconfiggere le destre ma anche per avviare realmente una politica di redistribuzione sociale. Saluti Comunisti. Marco Sironi (Bergamo) Bergamo, 12.08.2010
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