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La resa, Berlusconi si è dimesso

Berlusconi è salito al Colle per rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio. All'annuncio dell'evento, la folla, per la prima volta nella storia raccolta sotto il Quirinale in un'occasione simile, ha cominciato ad intonare "Bella ciao" e ad urlare: "Italia libera!". La resa di Berlusconi è a condizione. Le ultime indiscrezioni giunte da Palazzo Grazioli rivelano che il Pdl avrebbe detto "sì" a Monti ma per un Governo a tempo. E' stato Alfano a definire i contenuti del sì a Monti. Per composizione e programma, ha detto il segretario del Pdl, dopo le consultazioni al Quirinale. No a politici, solo tecnici, durata governo legata al programma, le altre condizioni. La nostra disponibilità non si sposa con il clima della piazza, ha poi aggiunto. «Abbiamo manifestato al presidente Napolitano la disponbilità e il consenso dell'incarico a Mario Monti con cui ci incontreremo dopo che avrà ricevuto l'incarico per un approfondimento sul contenuto del programma e la composizione del governo» ha specificato. Il governo Monti, ha inoltre aggiunto, deve «escludere chi ha fatto del proprio impegno pura militanza antigovernativa»: ha puntualizzato poi Alfano riferendosi ai tecnici che faranno parte del governo Monti. «La nostra preferenza - ha ammonito - va a tecnici di equilibrio e di spessore istituzionale». Alfano ha poi espresso «indignazione» per i «moti di piazza» che ci sono stati ieri e che hanno di fatto provocato «un'offesa» a Berlusconi. «Questo - spiega Alfano - mal si concilia» con un Governo sostenuto da forze parlamentari diverse. «Abbiamo dato al capo dello stato la disponibilità per un governo di emergenza e di transizione che sia totalmente nuovo, a forte e autorevole caratura tecnica, che metta l'Italia in condizioni di affrontare l'emergenza»: lo ha detto il leader del Pd Pier Luigi Bersani, dpo essere salito al Colle. L'Italia è in una crisi «davvero seria», perché siamo arrivati «là dove non saremmo dovuti essere». Quindi serve un governo «a forte e autorevole caratura tecnica» per affrontare le emergenze e fare le riforme. Ma, ha sottolineato ancora Bersani - il governo non dovrà solo affrontare l'emergenza da un punto di vista economico: «Abbiamo consegnato al capo dello stato la nostra disponibilità a che in questa fase il Parlamento metta mano a urgenti riforme: quella della legge elettorale, della riduzione del numero dei parlamentari, dei regolamenti di Camera e Senato. Su questo abbiamo le nostre proposte», ha sottolineato anche il leader Pd. Un "no all'ammucchiata" è arrivato invece da Bossi. «Abbiamo detto no all'ammucchiata - ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi, dopo il colloquio con Napolitano - Sarà un'ammucchiata enorme, non hanno bisogno di noi. Staremo fuori, all'opposizione, vigili, a vedere le cose che il governo proporrà. Vedremo di volta in volta e decideremo. Vedremo le cose che il governo vorrà fare, dobbiamo conoscere bene cosa deve fare e come lo farà, in ogni caso non diamo mandati in bianco. I voti li avranno. Noi abbiamo sempre in mente la nostra Padania, il nostro interesse rimane l'interesse del Nord». Stare all'opposizione, ha confermato anche Maroni, è un balsamo.  Mentre Casini spinge affinché il Governo possa durare fino a fine legislatura.  «Il governo che si sta formando sia a tempo. Giudicheremo la squadra e il programma - ha confermato ancora Antonio Di Pietro  - Attendiamo con fiducia che il presidente Napolitano ci indichi il nome del premier e che il caposquadra ci indichi chi è in squadra. Una squadra in cui non ci siano politici. Bisogna tornare al più presto alle urne. Nell'emergenza attuale, però, è difficile avviare le procedure per votare. Abbiamo spiegato al presidente Napolitano che consideriamo la giornata di ieri come un giorno della liberazione. Con la chiusura dell'esperienza di Berlusconi finisce un'epoca buia, di caduta morale, etica e politica. Da oggi lavoriamo tutti a ricostruire le condizioni politiche, economiche ed istituzionali del Paese». La strada per la formazione del nuovo Governo è tutta in salita. Le prossime ore e i prossimi giorni saranno decisivi. 
Di Castalda Musacchio

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Castalda Musacchio

in data:12/11/2011

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