LAVORO
LIBERAZIONE: PICCOLI GIORNALI ED EDICOLANTI. GUERRA TRA POVERI? NO, SOLIDARIETA’
LIBERAZIONE: PICCOLI GIORNALI ED EDICOLANTI. GUERRA TRA POVERI? NO, SOLIDARIETA’ La battaglia degli edicolanti del SINAGI contro la liberalizzazione dei punti vendita, sottratti all’autorizzazione dei comuni per consegnarli all’arbitrio di un centinaio di distributori locali e dei due-tre distributori nazionali organici alle grandi concentrazioni editoriali (Rcs e Mondadori), darà luogo, se il governo non darà in tempo risposte convincenti, al più lungo black out della carta stampata in Italia: dal 25 al 29 dicembre senza giornali. “Liberazione” dal primo gennaio 2012 non sarà più in edicola per la “sospensione cautelativa” delle pubblicazioni decisa dall’editore in seguito al mancato rifinanziamento del Fondo per l’Editoria. Il blocco di tre giorni delle edicole, sottraendoci 3 uscite delle 9 residue, sarà certamente per noi un ulteriore duro colpo. Gli edicolanti stimano in 50mila il numero di famiglie, tra titolari e dipendenti, che la moria di edicole determinata da una liberalizzazione selvaggia e irragionevole metterà in mezzo a una strada. Noi di Liberazione siamo “solo” 50 tra giornalisti e poligrafici: 50 famiglie che rischiano di rimanere senza futuro. Le piccole testate - cooperative, di partito e di idee - a rischio senza un rifinanziamento immediato del Fondo per l’Editoria, in attesa dell’atteso riordino del settore, sono un centinaio, per un totale stimato di 5mila addetti (senza contare l’indotto) che perderanno il lavoro. E’ guerra tra poveri dunque? Noi, giornalistici e poligrafici di “Liberazione”, siamo convinti del contrario. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli edicolanti in lotta, convinti come loro che i giornali non siano una merce qualunque e che un mercato truccato, che favorisce solo le grandi concentrazioni, non possa tenere in ostaggio la libertà di informazione garantita dall’art. 21 della Costituzione. Ci auguriamo che l’attenzione dimostrata dal sottosegretario Malinconico, che ha fissato un incontro con il Sinagi in risposta alla conferenza stampa di denuncia di oggi degli edicolanti, scongiuri lo sciopero di tre giorni fornendo agli edicolanti le risposte serie che cercano. E ci auguriamo che questa attenzione si estenda con la medesima celerità ad altre situazioni drammatiche del settore: una riforma è necessaria, ma non si fa coi morti.





