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Il candidato sindaco Prc di Mondovì: "Sospendere Liberazione? Responsabilità anche nostra"
23 anni, iscritto a Rifondazione dal 2009, occhiali bordati di nero e un’ammirazione per gli Scritti Corsari di Pasolini. Alessio Giaccone “da grande” vuole diventare il sindaco della sua città, Mondovì, in provincia di Cuneo. Dopo la vittoria di Gigi Garelli nel capoluogo, il professore appoggiato da Rifondazione nella corsa alle primarie per le Comunali 2012, anche a Mondovì c’è aria di novità. In attesa del voto che a maggio potrebbe decretare la fine della storica guida a destra in consiglio comunale, il giovane laureato in Scienze Politiche è il primo a lanciarsi nella sfida delle primarie. Tuttavia Giaccone non è nuovo alle sfide elettorali: già nel 2010, infatti; si era presentato con la Federazione della Sinistra alle Regionali piemontesi. Al di là delle indiscrezioni, finora quello di Alessio Giaccone è l’unico nome trapelato dalle fila del centrosinistra monregalese che alla sfida elettorale si presenta con un nuovo soggetto politico, “Mondovì in Movimento”. Abbreviato in Mo.Mo., questo nuovo aggregato nato ufficialmente a settembre ma di fatto creato un anno fa, raduna un’ottantina di cittadini che rappresentano movimenti, associazioni e partiti che vanno dal SEL a Rifondazione, dal Pd all’Italia dei Valori. “Il Mo.Mo. – spiega Alessio Giaccone - lavora diviso in gruppi tematici che si occupano di ambiente, intercultura, urbanistica, lavoro… Da queste commissioni uscirà un programma generale rispetto al quale ogni candidato sarà chiamato a fare le sue proposte e scelto attraverso lo strumento delle primarie”.
Perché hai deciso di candidarti?
Io e quanti mi appoggiano, pensiamo che siano necessarie facce nuove in politica. Vogliamo portare all’attenzione i temi che riteniamo fondamentali non solo per il futuro ma anche per l’oggi. Gli stessi che hanno guidato la vittoria di Pisapia a Milano e Demagistris a Napoli, gli stessi dei referendum. Vogliamo una discontinuità rispetto a quanto fatto finora. Ci tengo a sottolineare che non mi sono candidato a nome mio, ma di un gruppo che esprime delle idee, cercando di portare nel Mo.Mo. Il nostro obiettivo è cercare di rendere il movimento più radicale su certi temi rispetto ai quali servono scelte più decise.
Quali sono i punti chiave del tuo progetto per Mondovì?
Così come a Napoli, vorremmo rimunicipalizzare l’acqua, il nostro bene comune, mentre oggi l’acquedotto è gestito dalla Mondoacqua Spa (società che gestisce il servizio idrico in 8 Comuni monregalesi, tra i quali Mondovì con una quota del Comune pari al 33% mentre il 38,50% è della Iren Acqua Gas Spa – NdA). Inoltre proponiamo di incrementare i fondi ai progetti per l’“educazione di strada” e a quelli di integrazione degli immigrati. è inutile installare telecamere ovunque se non si agisce sul fronte della prevenzione attraverso la cultura e l’inclusione. Personalmente, poi, vorrei rendere Mondovì un “Comune equosolidale”, in modo da dare più attenzione alle attività del commercio fair trade.
Cosa significa per te fare politica sul territorio?
Significa avere un contatto diretto con la realtà politica, mentre in genere gli obiettivi agiscono su temi generali e nel lungo periodo. Fare politica sul territorio ti permette di vedere i risultati più rapidamente e con i tuoi occhi. Inoltre apprezzo il rapporto diretto con le persone e la possibilità di portare in primo piano istanze che possono sembrare banali, ad esempio la trasparenza del bilancio comunale, ma che in realtà sono essenziali.
Quali sono state le reazioni alla tua candidatura?
Ci sono state espressioni di sostegno e addirittura alcune persone che ha deciso di aiutarmi in prima persona in questa difficile avventura. Altri invece non l’ha vista di buon occhio soprattutto per la mia età...
La tua età si sta rivelando più un ostacolo o una risorsa?
Secondo me l’età non dovrebbe essere un ostacolo perché il lavoro che vogliamo fare è di squadra. Prima di candidarmi sapevo di poter contare su un congruo numero di persone che condividono come me certi obiettivi e sperano con le primarie in una partecipazione attiva degli elettori. So di avere dei limiti ma sono convinto che se saremo una squadra compatta e coesa, alla fine ognuno si farà portatore di istanze collettive per cui l’età è l’ultimo dei problemi.
Mentre “lo staff”, così come Giaccone chiama il suo gruppo di sostenitori, lavora al programma, il centrosinistra monregalese si prepara alle primarie del 4 marzo. E alla sfida elettorale di primavera con un panorama politico che a Mondovì appare piuttosto frammentato. Il Movimento 5 Stelle, senza aver ancora indicato un candidato, ha già annunciato una propria lista mentre nel centrodestra non si esclude che l’attuale sindaco, Stefano Viglione del Pdl, punti a indossare di nuovo la fascia tricolore. Resta da capire se, oltre la Lega, sarà appoggiato anche dall’UdC. I cattolici di Casini, infatti, potrebbero allearsi con il terzo polo dell’ex consigliere provinciale Marco Botto (Api), “Mondovì Futura”, movimento ispirato alla creatura di Montezemolo, e “Libera Mondovì 2012”, associazione vicina all’Ascom. Un nome che ha già sollevato una piccola querelle con il presidio locale della rete Libera di Don Ciotti che in un comunicato ha preso le distanze sottolineando la sua estraneità alla corsa elettorale.
Conosci la situazione del giornale che racconterà la tua candidatura?
La sospensione (si spera momentanea) di Liberazione è una pessima notizia. La responsabilità sicuramente è anche nostra, anche mia, che questo importante giornale non abbiamo saputo diffondere a sufficienza. A essere sospesa sarà la voce delle lotte, delle storie delle ingiustizie di questo paese. Viene limitato fortemente il pluralismo dell’informazione e peggio ancora quello democratico: perché se il ”sapere”, se l’ ”informare”, viene ridotto a ”merce” nelle mani del Mercato, solo i grandi gruppi editoriali con alle spalle capitali ingenti potranno portare il punto di vista, che non sarà mai un’analisi disinteressata e oggettiva dell’esistente, bensì la loro visione del mondo, che si contrappone alla nostra, che questo ingiusto mondo vogliamo cambiare.





