Home » SPETTACOLI » Gli arcipreti contro gli arcidiavoli e la politica di Pilato
SPETTACOLI
Gli arcipreti contro gli arcidiavoli e la politica di Pilato
«Come vescovo, insieme ai parroci di Alcamo, siamo contenti della decisione presa dall’amministrazione di non concedere il patrocinio dell’iniziativa». Con queste parole si conclude il comunicato del vescovo Francesco Micciché (riportato integralmente qui di lato) che è tutto quello che siamo riusciti a ottenere dall’altissimo prelato sull’annullamento del festival di musica metal e dintorni (Sikelian Hell) che si sarebbe dovuto (e che non si potrà) svolgere ad Alcamo in provincia di Trapani dal 22 al 24 luglio. Ma procediamo per ordine.
Antefatto: luglio, A.D. 2010, mentre in Argentina la società discute e la politica decide civilmente di riconoscere matrimonio e adozioni alle coppie omosessuali, da noi una cooperativa di giovani (e a questo punto ingenui) laureati in discipline dello spettacolo decide di mettere in piedi una tre giorni di musica metal. Essendo di origini siciliane ed essendo il metal un genere che in trinacria nonostante la mancanza di eventi del genere va piuttosto bene - considerate anche le numerose band che lo suonano - scelgono come location il comune di Castellana Sicula che si rende disponibile a ospitare l’iniziativa. Dopo qualche giorno gli organizzatori si accorgono di aver volato troppo basso, perché l’idea funziona e le band chiamate a suonare richiamano più persone di quante se ne aspettassero. Decidono quindi di rivolgersi al comune di Alcamo che con il suo stadio comunale sembra più adatto all’evento. Tutto sembra procedere per il meglio e la macchina organizzativa si mette in moto. Per poco. Il sindaco di centrosinistra, ex Margherita, Giacomo Scala dice di sì (verbalmente), l’assessore Gianluca Abbinanti con delega allo Sport, Pubblica Amministrazione e Servizi Sociali sprona i ragazzi ad andare avanti mentre si definiscono i particolari burocratici, la Prefettura valuta e dà parere positivo. Almeno questo è quello che ci racconta uno degli organizzatori, Manfredi Pellitteri, perché il sindaco di Alcamo nel frattempo scompare. Lo cerchiamo telefonicamente, lasciamo messaggi alla segretaria, ma niente. E non sono più fortunati i ragazzi del festival: «Siamo riusciti a vederlo una sola volta. Ieri (quando già era stato deciso l’annullamento del festival, ndr), lo abbiamo incontrato in piazza ma si è defilato con una scusa». Parla con rabbia trattenuta e molta preoccupazione Manfredi Pellitteri. Per la sua cooperativa questo annullamento significa il fallimento certo. Ma tentiamo di capire come mai il festival ”non s’ha da fare”. «Avevamo cominciato a sentire puzza di bruciato una ventina di giorni fa -racconta Pellitteri - veniamo convocati dall’assessore Abbinanti che ci dice che ha ricevuto un sms che diceva più o meno “I Necrodeath (una band di trash metal di Genova che avrebbe dovuto suonare al festival, ndr) hanno nei testi dei riferimenti anticristiani e pagani, pensate bene a quel che fate”»...
Una piccola digressione per chiarezza e per chi è digiuno di metal. Oltre a un generico ribellismo, molto metal (molti dei suoi sottogeneri) si scagliano contro il conformismo e, per ovvie ragioni che trovano conferma in episodi del genere, contro la religione (tranne il mitico frate francescano Cesare Bonizzi aka Fratello Metallo che ha deciso di inseguire le sue pecorelle dove si trovano invece di rimanere seduto in un recinto vuoto). In rarissimi casi, come nel Black Metal, genere che conta meno adepti della Lambada in Congo, paganesimo, satanismo e addirittura nazismo sono l’ispirazione più simbolica che praticata di questi mentori del dark side del cristianesimo. Questa la leggenda. Nella sostanza è molto spesso un’attitudine, un modo di esprimere “disagio” che nei Paesi scandinavi soltanto (per ragioni storico-culturali diversissime) ha dato vita ad episodi di cronaca come l’incendio di chiese o addirittura l’omicidio. Ma riportiamo tutto alle sue proporzioni. Qui di black metal c’era poco e niente, non stiamo né in Svezia, né in Norvegia, non siamo in quegli anni (alcuni protagonisti di questi episodi hanno scontato e scontano ancora pene durissime) e l’unica connessione piuttosto forzata tra musica ”satanica” e cronaca l’hanno offerta qualche anno fa le “Bestie di Satana” (come se una setta che si chiama così potesse ascoltare musica neomelodica come un cristianissimo killer di camorra qualunque). Per il resto, si tratta di molto folklore e di voglia di provocare. Certo ogni volta che un adolescente si suicida si va subito a controllare nella cameretta che poster ha e che musica ascolta. Se segue “Amici” è disagio, se ascolta il povero Marilyn Manson è una vittima del satanismo. Qualcuno la chiama piuttosto adolescenza, zainetti di scuola con croci rovesciate e 666 per ragazzetti spesso vittime del bullismo di tanti “normali” amici. Uno dei primi metallari ante litteram ad esempio, il “diabolicissimo” Ozzy Osbourne, è finito padre di una famiglia molto affettuosa, dentro a un reality.
Non la pensa così però il vescovo Micciché che sente puzza di zolfo e telefona al sindaco di Alcamo. Così almeno ci dice la dott.ssa Lilli Genco dell’ufficio stampa diocesano. «Ma niente accuse di satanismo come scrivono i ragazzi del festival» ci assicura. La preoccupazione è per i giovani alcamesi e la “cultura dello sballo” proposta, i fiumi d’alcol che potrebbero scorrere in questo «rave», come viene erroneamente definito il metalfest nella dichiarazione resa dal vescovo. Nell’errore c’è spesso un difetto di comprensione e chiamare “rave” un festival metal dà il senso di una certa ignoranza di ciò che si vorrebbe combattere. «Per prima cosa ci dicono che dobbiamo fare un comunicato - ricostruisce Pellitteri - dove dichiariamo che i Necrodeath non suoneranno alcune canzoni più esplicitamente anticristiane. Sembra bastare, ma qualche giorno dopo ci chiedono di non far proprio suonare la band. Riluttanti, ma per salvare l’intero festival dove avrebbero dovuto suonare altre 26 band, italiane e internazionali, decidiamo di accettare. A quel punto è la grafica (già andata in stampa) a non andare bene. Ma i problemi non finiscono. Una volta ci dicono che lo stadio non può essere dato nel giorno concordato perché deve allenarsi una squadra, poi si ventila che la commissione provinciale di vigilanza non avrebbe dato parere positivo, poi che la prefettura non ha abbastanza personale per gestire un evento del genere, poi che dobbiamo fare una polizza fideiussoria di 500.000 euro (nessuna banca è disposta a concederla per tre giorni) e un’altra assicurativa di 2 milioni di euro... Tutte circostanze smentite dai soggetti interessati che invece ci ripetono di procedere tranquillamente». Fin quando non scappa fuori a due giorni dell’inizio dei “lavori” che le parrocchie di Alcamo (prima o dopo la sollecitazione del Vescovo) hanno fatto pressione per impedire lo svolgimento del festival. In particolare, don Vincenzo Santoro, responsabile della pastorale giovanile di Alcamo. Gli organizzatori tentano di contattare chi possono per spiegarsi e far comprendere di cosa si tratti, ma se si esclude la risposta di un sacerdote a uno di loro originario del posto («Ti sei voluto allontanare dlla retta via, ora è peggio per te») nessuno vuole ascoltarli. Riusciamo a ottenere il numero di don Santoro ed ecco la sua versione dei fatti: «Sono stato informato da alcuni parrocchiani e catechisti allarmati da quello che stava succedendo. Ho incontrato il sindaco - siamo un piccolo paese e ci si conosce tutti - per dirgli se aveva valutato bene le conseguenze. Non ho chiesto di vietare niente, io non ho potere, sono stato sempre lontano da tutti i partiti politici. Ho solo detto che noi avremmo pregato e digiunato contro lo svolgimento del festival. Noi rispettiamo l’autonomia della politica, rispettiamo le differenze, ho fatto sedici anni di pastorale giovanile, ma sono altri i messaggi che dobbiamo dare a questi giovani. Noi facciamo tante cose per l’Africa ad esempio, la solidarietà. Il sindaco deve decidere e noi abbiamo il diritto di esprimere nei modi che ci ha insegnato il Vangelo il nostro dissenso». Scusi don Santoro, rispettate le differenze e praticate l’incontro e la solidarietà, ma questi ragazzi rischiano il fallimento, chiedono almeno di discutere e nessuno gli ha dato retta? «Rispettiamo le differenze, ma i tempi sono questi. Poi io non ne so molto, ma altri mi hanno detto di che si tratta e il sito potete vederlo anche voi. Sui contenuti, la chiesa ha la propria identità e ha tutto il diritto di esprimerla». Mi scusi ancora, ma non crede che quando si fa capire a un sindaco che “la chiesa” non è d’accordo si commette un’ingerenza e il vostro parere ha peso e conseguenze sulla vita e le scelte di chi non conta come voi? «Nessuna prevaricazione, noi abbiamo espresso il nostro punto di vista. Se il sindaco decideva per il sì, noi avremmo fatto ciò che possiamo fare: digiunare e pregare». Già, e il sindaco Scala in tutto questo? Semplicemente e, per rimanere devoti all’iconografia cristiana, pilatescamente scompare. Il vicesindaco cade dalle nuvole e confessa agli organizzatori che neanche sapeva del festival. Ma alla fine il Primo cittadino decide di non piegarsi alle ingerenze della chiesa locale. Ma di spezzarsi direttamente: il festival non si fa. Il finale ce lo racconta ancora Pellitteri: «Al 99 percento ci hanno detto che non si farà nulla. Il sindaco motiverà l’annullamento per questioni di viabilità e di ordine pubblico. C’era arrivata la disponibilità di Palermo, ma ormai difficilmente riusciremo a fare tutto in tempo. Quasi sicuramente falliremo, ma come si può permettere che succeda qualcosa di simile. A costo di rimetterci tutto proverò a fare causa e faremo sentire il più possibile la nostra voce perché si sappia». Si sa già putroppo, chiedete al festival reggae peace&love (e sì, anche canne!!!) Rototom Sunsplash costretto a emigrare nella più tollerante Benicassim in Spagna o ai cocci rimasti di Arezzo Wave dopo il servizio sciacallo de Le Iene.
Commenta la notizia
Sono presenti 4 commenti
In questo paese le notizie circolano poco e male. Immaginatevi una notizia come questa data da Emilio Fede o Bruno Vespa! Nel mio piccolo io cerco di fare sapere al maggior numero di persone possibile condividendo tuti gli articoli come questo sui social network, tipo Facebook. Sarà una goccia, ma alla lunga darà il suo contributo.
E'bello sapere che mentre la santa romana chiesa mostra il suo volto poco celestiale attraverso la perversione degli innumerevoli prelati accusati di un eccessivo interessamento materiale verso le giovani anime , o attraverso vicende economiche e imprenditoriali (vedi propaganda fide)che strabordano di fango puzzolente travolgendo , ma nemmeno molto, pezzi da novanta della santa sede, e' bello dicevo che mentre tutto cio' e' sotto gli occhi di tutti senza che niente di concredo cambi , un prete non trovi niente di meglio da fare che minacciare lo sciopero della fame(versione religiosa)pur di impedire che le sue amate pecorelle si smarriscano nei fumi sulfurei del metal. Questo "prete" probabilmente pensa sia giusto accusare qualcuno o qualcosa ,per il solo fatto di essere "altro" rispetto alla sua idea di societa', e allo stesso modo sono convinto che difenderebbe a spada tratta la chiesa a cui appartiene, e questo indipendentemente dal lerciume che continua a furiuscirne. Ora dobbiamo solo chiederci perche' in questo paese vincono sempre i prevaricatori i ricchi e coloro che si definiscono depositari della verita' e percio' autorizzati a mettere il becco in qualsiasi ambito civile. Cazzo non se ne puo' piu' !!!
Sulla vicenda dell'annullamento del Metal Sikelian Hell di Alcamo per le pressioni della Chiesa, la politica è rimasta in silenzio, noi abbiamo preso la nostra posizione!Ecco il nostro comunicato stampa: LA "SANTA INQUISIZIONE" DI ALCAMO La notizia dell’annullamento del Metal Sikelian Hell di Alcamo è soltanto la conferma che in Italia spesso a governare non è la politica, basandosi su criteri di libertà di cultura, religione, parola, ma il potere temporale della Chiesa che mira a consolidare i propri dogmi mediante la distruzione delle culture diverse dalla propria, grazie all’autorità di cui dispone e ad una politica, personificata qui dal sindaco di Alcamo Giacomo Scala, che si piega alle esigenze del potere (qualunque esso sia, ecclesiastico in questo caso). In una sola parola questa si chiama intolleranza e ci ricorda, declinando la storia all’attualità, i 500 anni in cui la Chiesa Cattolica ha imposto la propria supremazia spirituale con la violenza, eliminando fisicamente ogni opposizione dalle zone sotto la sua influenza politica, la Santa Inquisizione appunto. È scandaloso che la Chiesa si adoperi, e vi riesca addirittura, per l’annullamento di un evento culturale in una nazione LAICA dove Chiesa e Stato sono indipendenti come sancisce l’articolo 7 della nostra Costituzione, che, chissà perché, ormai viene stretta a molta gente di potere. Pensando pragmaticamente anche quanto la tre giorni di rock duro sarebbe stata un’attrazione per migliaia di giovani provenienti da tutta l’Italia, una possibilità turistica per la città di Alcamo, che ne avrebbe tratto anche importanti vantaggi economici, la notizia ci fa ancora più rabbia. Per fare fuori un qualcosa che non fa parte della cultura ecclesiastica, i vertici della Chiesa hanno iniziato una vera e propria opera di denigrazione, basata su bigottismo e pregiudizi, che ha offeso migliaia di giovani, oltre che gli organizzatori dell’evento. Hanno parlato di musica satanica, di concerto blasfemo, addirittura violento. Ma ci chiediamo: chi sta esercitando la vera violenza in questo caso? La domanda è naturalmente retorica. Chi la pensa diversamente ha il diritto di far annullare un concerto? Allora sarebbe un diritto per tutti coloro che non sono cristiani adoperarsi per vietare le funzioni religiose della Chiesa? Tolleranza, diversità di pensiero, libertà sono parole che suonano nuove ai prelati della chiesa alcamese? Non possiamo negare di essere profondamente amareggiati. Il sindaco Giacomo Scala dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e fare marcia indietro, anziché tentare di salvarsi in calcio d’angolo parlando di problemi burocratici. Siamo sicuri che, per paura, non lo farà e allora provocatoriamente gli proponiamo di istituire ad Alcamo un governo confessionale e non più laico, magari una colonia dello Stato Vaticano. Lo scenario storico-geografico non sarebbe poi così stravagante: in fondo il Medioevo, dopo questa vicenda, ci sembra molto più vicino di quanto potrebbe in apparenza sembrare. Giovani Comunisti/e – Circolo “Peppino Impastato” di Partinico
Maledetti fondamentalisti cattolici... Non sanno più a cosa aggrapparsi. Le nuove generazioni col cristianesimo non vogliono avere nulla a che fare e per dare segnali di vita perseguitano i concerti, quando non le coppie di fatto o gli anticoncezionali..
Sei un utente registrato?
Per poter inserire un commento devi essere un utente registrato a Liberazione.it. Se sei registrato inserisci Username e Password. Se non sei registrato REGISTRATI ORA.





