LAVORO
Fiat, da Melfi a Torino ancora giornate di lotta Giovedì presidio Cgil, contro la manovra
Potenza, l’azienda fa scena muta. Oggi comizio alla Sata. Mirafiori, fuori in corteo
Telecom, esuberi dopo compensi milionari ai dirigenti
Sindacati in allarme sui 3.700 esuberi, prima tranche su 6.800 totali del piano 2010-2012, annunciati dal gruppo Telecom. I licenziamenti arrivano, sottolinea Emilio Miceli, segretario generale della Slc/Cgil, dopo che il management ha «regalato i due terzi degli utili agli azionisti, e dopo essersi elargito emolumenti altissimi e bonus assolutamente contraddittori con le procedure di licenziamento e soprattutto con etica e buon senso». «È evidente che la risposta dei lavoratori - continua Miceli - sarà commisurata alla gravità della situazione ed è oltretutto evidente che la trattativa va fatta alla presenza del Governo. Sulla vertenza Telecom è intervenuto anche Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom. «Hanno fatto gli utili, si sono distribuiti i dividendi, si sono aumentati i bonifici manageriali e poi adesso licenziano 3.700 persone», ha detto Cremaschi. Le imprese non hanno più freni», prosegue ricordando come «non a caso» Berlusconi proponga di abolire l’articolo 41 della Costituzione, che pone limiti sociali alla libertà d’impresa. «Si tratta di sanzionare una pratica che Marcegaglia, Marchionne, la Telecom, la Indesit e tanti altri hanno già iniziato in proprio. Così, mentre si sproloquia sul nuovo e sulle riforme, l’impresa italiana torna all’Ottocento, alla santità del profitto contrapposta alla demonizzazione dei diritti di chi lavora».
Sielte, protesta a Cagliari
I lavoratori della Sielte, azienda che si occupa di reti fisse e mobili di telecomunicazioni, hanno protestato ieri mattina di fronte alla sede Telecom di Cagliari. La vertenza, che riguarda 18 lavoratori a rischio licenziamento, non si è ancora risolta, nonostante gli incontri svolti al ministero dello Sviluppo, in Provincia e in Regione. Le segreterie provinciali di Cagliari di Fim, Fiom e Uilm sollecitano un intervento nei confronti della Telecom per affrontare il tema dell’affidamento degli appalti, che comporta la chiusura del cantiere di Cagliari, dove, sostengono i sindacati, «l’estromissione di professionalità presenti da tempo in azienda causa il ricorso al subappalto per il 100% delle attività». Inoltre, le sigle sindacali chiedono che la trattativa sia riportata al tavolo ministeriale, con il ritiro della procedura di mobilità, per accorpare le vertenze aperte a Cagliari, Padova e Palermo.
Napoli, giornata di mobilitazione piena per i disoccupati
Una giornata di tensioni che a molti è sembrata senza fine ieri a Napoli, con i disoccupati organizzati che hanno occupato per due volte il museo archeologico nazionale. Nel pomeriggio i senza lavoro hanno occupato anche l’assessorato regionale al lavoro situato in via Marina. In mattinata ad Acerra altri gruppi di senza lavoro avevano occupato il Municipio. La protesta si è spostata, nel pomeriggio, anche nelle strade cittadine: un gruppo dei 200 manifestanti, appartenenti al movimento Precari Bros di Napoli e provincia, ha effettuato alcuni blocchi stradali nei pressi dell’Ipercoop di Afragola. I disoccupati hanno riversato in strada alcuni cassonetti dei rifiuti, ed incendiato copertoni sulle strade che conducono o sono vicine all’ipermercato. I manifestanti, che hanno incontrato anche il sindaco Tommaso Esposito, al quale hanno chiesto un interessamento diretto, chiedono un sostegno al reddito in attesa della ripresa dei corsi regionali di formazione professionale.
Cgil, presidio contro la manovra il 15
In occasione del voto di fiducia che il Governo dovrà porre alla manovra economica, previsto per giovedì 15 luglio, la Cgil organizzerà un presidio davanti al Senato dalle ore 10, per contrastare dei provvedimenti finanziari più volte definiti recessivi e che non stimolano gli investimenti. Ad annunciarlo è stato lo stesso Guglielmo Epifani, segretario Generale Cgil. Secondo Epifani, si conferma il giudizio sulla manovra che ha portato la Cgil allo sciopero generale e cioè che è «profondamente iniqua». «Un provvedimento - ha aggiunto - solo per far cassa, senza alcuna idea di riforma. E a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori dipendenti».
Indesit, nuovo incontro il 15 luglio
Dopo la rottura tra azienda e sindacati consumata lo scorso venerdì 9 luglio a Roma, un nuovo incontro si terrà il prossimo 15 luglio. Il confronto è sul piano di investimenti e il consolidamento delle attività produttive della Indesit in Italia, che prevede il trasferimento delle produzioni di Brembate (300 mila lavatrici a carica dall’alto l’anno) e Refrontolo (10 mila piani di cottura speciali) negli impianti di Teverola (Caserta) e Fabriano, con il coinvolgimento di circa 550 addetti. In seguito alla rottura delle trattative il Governo ha convocato nuovamente le parti giovedì 15 luglio alle 15, presso il ministero dello Sviluppo economico. Fim, Fiom e Uilm respingono l’ipotesi di un piano di rilancio che passi attraverso la dismissione di due siti produttivi, mentre prosegue il blocco dei magazzini di Brembate e Refrontolo, i sindacati mettono in calendario un nuovo pacchetto di scioperi e una manifestazione nazionale che dovrebbe tenersi il 23 luglio a Fabriano.
Ispra, riprende la lotta. Prima tappa, ministero Ambiente
I ricercatori dell’Ispra, precari e non, tornano in presidio al ministero dell’Ambiente, con una processione per consegnare le 4mila 500 firme raccolte su una petizione che invita la titolare, Stefania Prestigiacomo, a dare garanzie sull’applicazione del protocollo d’intesa siglato il 20 gennaio, al termine di 59 giorni di occupazione sul tetto della sede di via Casalotti. In quest’occasione, come allora, i lavoratori saranno sostenuti dal sindacato Usi/RdB Ricerca, al loro fianco dall’inizio della vertenza, e saranno in via Cristoforo Colombo dalle 10 di oggi 13 luglio. Infatti, molti dei punti dell’accordo sottoscritto a gennaio non sono stati ancora applicati, mentre le scelte della politica sembrano andare sempre più verso una dimostrazione di disinteresse per l’Istituto: non è stato ancora licenziato il regolamento, propedeutico alla nomina dei vertici che il ministro aveva promesso entro marzo, e dalla prossima primavera l’Ispra non avrà più una sede di rappresentanza. Verrà infatti abbandonata quella di via Curtatone, che include l’auditorium, mentre sarà “temporaneamente” trasferito in uno scantinato il Museo con le Collezioni paleontologiche e litomineralogiche.
Usb: «Paga chi ha provocato la crisi». Il 14 giornata di mobilitazione.
Per mercoledì 14 luglio USB ha indetto una mobilitazione nazionale contro la manovra del Governo che sta per essere approvata in Parlamento. Tra le tante iniziative di protesta che si svolgeranno in molte città italiane, a Roma Usb organizza un presidio presso il Senato. Le altre città interessate sono Salerno e Milano, con presìdi sotto la prefettura. Quello di Roma, viene annunciato come un «presidio rumoroso» che intende far ascoltare «al Governo lo sdegno e la protesta che sta salendo in tutto il Paese contro la manovra e le tante altre iniziative legislative di questi ultimi mesi». «Una manovra che diventerà ancor più pesante per gli italiani - si legge in un comunicato del sindacato di base - quando, nel prossimo autunno ad essa si aggiungeranno nuovi sacrifici previsti con la nuova legge finanziaria e si metterà mano al diritto di sciopero, allo statuto dei lavoratori ed al diritto del lavoro».
Commenta la notizia
Sono presenti 0 commenti
Sei un utente registrato?
Per poter inserire un commento devi essere un utente registrato a Liberazione.it. Se sei registrato inserisci Username e Password. Se non sei registrato REGISTRATI ORA.





