MONDO
Egitto, proseguono le manifestazioni. Otto morti e trecento feriti negli scontri di venerdì
Mentre riprendono gli scontri a piazza Tahrir, al Cairo, da dove si vedono in questo momento,enormi colonne di fumo nero e fiamme davanti al grande edificio dell'immigrazione (Mugamma), forse dalle tende dei manifestanti alle quali è stato dato fuoco, il premier egiziano, Kamal al-Ganzuri, ha attaccato i manifestanti coinvolti negli scontri di venerdì, definendoli «controrivoluzionari». «Quella che si trova a Piazza Tahrir», ha affermato alludendo ai giovani che contestano la sua nomina e chiedono un passo indietro del Consiglio supremo delle forze armate, «non è la gioventù della rivoluzione» del 25 gennaio. «Questa non è una rivoluzione ma una controrivoluzione», ha affermato Ganzuri, che era stato premier sotto Mubarak dal 1996 al 1999. Il capo del governo insediatosi il 7 dicembre ha incolpato i manifestanti per la degenerazione degli scontri di venerdì che hanno portato a un bilancio di otto morti e 300 feriti. «Un giovane è stato colpito e ha ricevuto un trattamento illegale e i giovani hanno diritto di chiedere giustizia per questo», ha affermato. «Però dopo sono usciti giovani che hanno incendiato auto, edifici annessi al Parlamento e la sede del Consiglio dei ministri, senza l'intervento delle forze armate». Ganzuri ha lanciato un appello alla coesione nazionale. «L'Egitto vive una fase che ha bisogno dell'unità di tutte le forze politiche e dei gruppi sociali», ha sottolineato. A fornire il nuovo bilancio delle vittime di venerdì è stato un collaboratore del ministro della Sanità, citato dall'agenzia Mena. Si è trattato degli scontri più sanguinosi dalle violenze di piazza dei cinque giorni di novembre in cui ci furono 40 morti. Fonti della sicurezza hanno riferito che i soldati sono intervenuti questa mattina per sgombrare il sit-in di protesta davanti alla sede del governo e hanno arrestato diversi manifestanti.





