LAVORO
Confartigianato: Cig record in Sardegna, +223mila ore rispetto 2009
Cagliari - «Se non conoscessimo il nostro territorio e non vivessimo ogni giorno la crisi delle nostre imprese, il +1960%, ovvero 223mila ore di cassa integrazione in più, rispetto al 2009, lascerebbe increduli anche noi». Il presidente di Confartigianato, Luca Murgianu, commenta così le percentuali "a quattro cifre" sulla Cig nell'artigianato sardo, che pongono la nostra regione solo dopo la Campania (+25.160,5% rispetto al 2009) nel ricorso al sostegno da parte dello Stato. «La fase di grande difficoltà è ancora evidente - dice Murgianu - ma per analizzare meglio di dati va detto che fino a inizio 2009 per gli artigiani non era prevista la possibilità di cassa integrazione, se non in alcuni comparti circoscritti. Nel corso del 2009, nonostante l'introduzione della Cig, le aziende hanno fronteggiato la crisi, e parte del bisogno di flessibilità, ricorrendo a strumenti interni quali ferie, permessi e altro, evitando così il ricorso a strumenti esterni di integrazione del reddito, che sono invece "esplosi" nel 2010».
Il ricorso alla Cig, nell'artigianato italiano, è passato da un totale di 5.488.019 ore nel 1998, per arrivare a 55.679.374 nel 2009, per concludere a 152.105.899 nell'ultimo anno. «In Sardegna siamo passati dalle 0 ore del 2008, alle 11.402 del 2009, alle 234.878 dell'anno appena passato; un incremento, come detto, del 1960%, equivalenti a 223.476 ore. La nostra Isola – prosegue - è seconda solo alla Campania, che è passata da 408 ore del 2009 a 103.063 ore». Nell'isola, i settori più interessati sono il manifatturiero (di cui fanno parte legno, alimentari, metallurgia, meccanica, tessile, abbigliamento, chimica, petrolchimica, gomma e plastica, pelli, cuoio, calzature, carta, stampa ed editoria) con 125.781 ore, le installazioni con 64.504 ore, i trasporti e le comunicazioni con 41.109 ore, e i rimanenti settori con 3.484 ore.
«Siamo ancora in una situazione di forte necessità di ammortizzatori sociali e la cassa integrazione in deroga ha senz'altro rappresentato una risposta - conclude Murgianu - e per le nostre piccole e medie imprese la strada è ancora in salita in quanto hanno una struttura interna che più difficilmente può raggiungere mercati lontani, dove si registra maggiore ripresa». (AGI)





