MONDO
Bye bye Baghdad
Nel secondo messaggio agli americani dallo studio ovale, il presidente americano Obama ha annunciato la fine delle operazioni di guerra in Iraq. Da oggi il Paese che fu di Saddam, invaso per ossessione da George W. Bush nel 2004 non è più occupato. «Lo scorso febbraio avevo annunciato un piano che avrebbe portato le nostre brigate combattenti via dall’Iraq e che avremmo raddoppiato gli sforzi per migliorare la sicurezza del popolo iracheno. Questo è quanto abbiamo fatto: abbiamo rimosso 100mila soldati, passato centinaia di basi agli iracheni e trasferito milioni di componenti di equipaggiamento fuori dall’Iraq». Obama non ha parlato di vittorie, ha ricordato i morti e le sofferenze, ha insistito con la politica irachena, chiedendo di sbrigarsi a formare un governo, dopo aver elogiato la qualità del processo elettorale.
Il discorso di Obama è servito a ricordare che la guerra c’è ancora, è da un’altra parte, nel luogo da cui sono partiti gli attacchi dell’11 settembre a New York e che i nemici sono i terroristi di al Qaeda e non gli afghani.
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