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CULTURA

Beni culturali in Sicilia. Le amministrazioni chiudono, i cittadini occupano

Cosa sta succedendo in Sicilia? Da un mese è in atto una piccola rivoluzione contro lo sfascio di un’isola abbandonata a se stessa. Gli amministratori non governano, la politica è assente. I beni culturali vengono sistematicamente chiusi, abbandonati o dismessi. Ultimo clamoroso caso, quello del Museo Riso per l’arte contemporanea di Palermo. Di ieri, la notizia della sua chiusura come risultato di uno scontro di potere tra il direttore, Sergio Alessandro, e il governo regionale. I cittadini, su internet e per le vie, si incazzano.
Proprio l’8 gennaio si era conclusa ai Cantieri della Zisa, abbandonati e da un mese occupati, una tre giorni sulla “Cultura Bene Comune”, che ha visto coinvolte settanta associazioni di artisti e di comuni cittadini.
Ma non è solo Palermo a fibrillare. Il 16 dicembre scorso, a Catania, un centinaio di persone tra musicisti, artisti, cittadini si sono fatti strada tra le macerie nel cantiere abbandonato del Teatro Coppola, il più antico di Catania. Nato nel 1821, bombardato dagli americani l’8 luglio del ’43, in macerie per decenni, poi recuperato in parte dal teatro Bellini per farne una sorta di deposito delle proprie scenografie. Nel 2003 per qualche settimana è sembrato che il comune volesse ristrutturarlo, stanziando 225mila euro e iniziando i lavori. Pochi giorni e di nuovo l’abbandono. Fino al 16 dicembre quando un gruppo di persone ha deciso di entrare, occupare e ridare una possibilità di esistenza al Teatro Coppola.

Leggi l'intervista di Roberta Ronconi a Cesare Basile, sul giornale in Pdf

in data:11/01/2012

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