CRONACHE
Amnesty: “Piano nomadi di Alemanno è sbagliato"
“Violato il diritto all'alloggio, sgomberi senza alternative"
Amnesty International boccia senza appello il Piano nomadi messo a punto dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e dal prefetto Giuseppe Pecoraro, in quanto viola il diritto fondamentale all'alloggio. “Il Piano ha comportato lo sgombero forzato di centinaia di rom e prende in considerazione soltanto seimila dei 7200 rom censiti nella Capitale, anche se pensiamo che i rom a Roma siano almeno dodicimila. Dove andranno i rom esclusi dal Piano?" si chiedono i relatori della ricerca presentata oggi alla Casa del Cinema. Amnesty riconosce che Alemanno è stato il primo sindaco a voler mettere mano al problema dei campi nomadi, “ma la risposta è sbagliata". Secondo il Piano, già operativo, dei cento campi rom attualmente esistenti (legali e illegali) ne rimarranno soltanto 13.Tutti o quasi tutti nell'estrema periferia. “Il Comune ci vuole spostare da Tor de' Cenci a Castel Romano, ma noi non vogliamo andare così lontano" si lamenta un rom che lunedì, verrà sottoposto a fotosegnalazione in Questura nonostante possegga la cittadinanza italiana. Il Piano prevede, infatti, che verranno allontanati i nomadi con precedenti penali gravi. Amnesty punta il dito specialmente sul mancato coinvolgimento dei rom negli sgomberi e nella nuova sistemazione: “Le autorità hanno interpellato soltanto alcuni rappresentanti, quando il diritto internazionale impone che tutte le persone coinvolte siano informate di quello che sta per succedere". Il vero problema, assicura l'esperto sull'Italia Ignacio Jovtis, è che il Piano nomadi “non contempla nemmeno la possibilità di un alloggio vero e proprio" e non tiene conto che non si tratta di nomadi ma di persone che vivono da decenni nello stesso luogo e che sognano di accedere alle case popolari. L'associazione internazionale ha poi sottolineato come gli sgomberi abbiano come conseguenza l'interruzione dei percorsi scolastici dei bambini rom. Non è disponibile una percentuale certa dei piccoli rom che vanno a scuola, ma secondo l'esperto sulla discriminazione John Dalhuisen, “sicuramente è alta viste le condizioni in cui sono costretti a vivere".
Galleria Fotografica
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Amnesty e il piano nomadi di Alemanno. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli -
Casilino 900 è stata per decenni una baraccopoli abitata prima dai romani, fino agli anni ‘60, e poi dai rom. Stretta e nascosta tra il parco di Centocelle e lo sfasciacarrozze di via Palmiro Togliatti, l’area ospitava uno dei campi rom più antichi d’Europa e il più grande d’Italia. Oggi il Casilino 900 non esiste più. © Christian Minelli
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