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SPETTACOLI

A come amore, A come amianto

di Saverio Aversa

"Eternit" dal latino aeternitas, eternità, è un miscuglio di cemento e amianto a prezzo economico che poteva essere lavorato facilmente, è isolante dal freddo e dal fuoco ed è stato usato abbondantemente per le coperture di case e capannoni e per le tubature degli acquedotti italiani. Eternit era anche il nome della fabbrica di Casale Monferrato (Al) che produceva materiali in cemento e amianto. Da questa cittadina piemontese comincia la storia raccontata dallo spettacolo teatrale di Ulderico Pesce "A come…amianto", in scena all’Ambra Teatro alla Garbatella fino a domenica scorsa e che venerdì 18 sarà invece sul palcoscenico del Teatro Zeta a l’Aquila. Il protagonista della vicenda si chiama Nico, un giornalista d’inchiesta che gira l’Italia con una telecamera alla ricerca di informazioni sull’amianto. L’altra protagonista è Maria che vuole diventare cantante lirica e intanto studia al conservatorio. Nico ama Maria ma il suo lavoro lo porta in giro per le città italiane dove l’amianto ha seminato la morte: i numeri dicono che negli ultimi quindici anni sono morte 3.700 persone per mesotelioma pleurico, il cancro ai polmoni causato dalle fibre del minerale che fanno nascere nel petto dei malati una specie di fiore di carne, un fiore letale. Ma la lista dei decessi per questa malattia prevedono 30.000 morti entro il 2030. <<L’amianto è altamente pericoloso- ci dice lo stesso Ulderico Pesce- e già dalla fine dell’ottocento si era a conoscenza di questo, ma è stato dichiarato fuori legge soltanto nel 1992. E’ detto anche asbesto e la sua fibra è 1.300 volte più sottile di un capello. Teoricamente anche l’inalazione di una sola fibra può causare il carcinoma polmonare, ma sicuramente un’esposizione prolungata nel tempo aumenta le probabilità di ammalarsi>>. Il protagonista di "A come …amianto" va anche a Monfalcone (Go) dove dal 1907 si coibentano le navi con asbesto, a Balangero (To) dove è situata la più grande cava di amianto europea, a Biancavilla (Ct) una cittadina circondata da rocce ricche del minerale letale, a Sesto San Giovanni (Mi) dove fabbriche come la Breda, la Falk e la Magneti Marelli hanno usato l’amianto per quasi un secolo. Aggiunge Pesce: <<Gli operai delle acciaierie e i vigili del fuoco per moltissimi anni hanno usato tute protettive di amianto. Quei lavoratori si sono ammalati tutti. Il governo Prodi aveva stanziato cinquanta milioni di euro per le persone che hanno il mesotelioma pleurico ma il governo Berlusconi ha bloccato quei soldi. Speriamo che il governo Monti dia il via libera all’uso di quei fondi>>. L’amore di Maria, l’altra protagonista dello spettacolo, è così forte che anche lei comincia a girare alla ricerca di storie sull’amianto. La ritroviamo così a Milano a casa del signor Mantovani che faceva il siparista al Teatro alla Scala. Mantovani ha il mesotelioma pleurico provocatogli dal sipario taglia fuoco, costruito in amianto, che divideva la platea dal palcoscenico. Ritroviamo Nico anche a Roma, all’Eur, dove il 24 luglio 2008, l’amministrazione comunale fa implodere il Velodromo con 1.800 cariche di tritolo. La struttura, "la miglior pista ciclabile del mondo" realizzata per le Olimpiadi del 1960, contiene 130 kg in cemento amianto e 4.535 kg di altri materiali sempre contenenti amianto. Le fibre di amianto con il levarsi di una nuvola bianca si dispersero pericolosamente per il quartiere e per tutta la città. La società proprietaria del Velodromo, la Eur s.p.a. società pubblica del ministero del Tesoro e del comune di Roma, non si premurò di avvertire nemmeno l’Asl dell’imminente implosione. Della demolizione della struttura si occupò un’altra società, la Aquadrome, al 49% di proprietà di Eur s.p.a., che al posto del Velodromo vorrebbe creare una "città del benessere" con strutture sportive e piscine. Oggi, 17 novembre, dovrebbe tenersi la prima udienza presso il tribunale di Roma che ha accolto la richiesta della petizione popolare (si trova anche su www.uldericopesce.it) per trasformare l’imputazione alle società coinvolte da "getto di cose pericolose" a "disastro colposo". Ma intanto lo spettacolo di teatro civile "A come …amianto" non si ferma e, dopo la tappa all’Aquila, sarà a Bergamo, di nuovo a Roma, e poi a Potenza.

Saverio Aversa

in data:17/11/2011

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