MONDO
Nigeria, nessuna guerra di religione ma conflitto pastori e agricoltori
Sono ancora confuse le notizie che arrivano dalla regione di Jos, in Nigeria, dove ieri sarebbero morti un numero imprecisato di civili - alcune centinaia tra cui molte donne e molti bambini, secondo fonti dell'agenzia missionaria Misna - nonostante un coprifuoco in vigore da due mesi. I responsabili del nuovo esplodere della violenza nella regione, gia' teatro di scontri che hanno provocato centinaia di vittime nel mese di gennaio, sarebbero presunti miliziani fulani-hausa, una delle tre principali famiglie etniche nigeriane, scesi dai monti circostanti.
Dietro gli scontri, pero', esperti dell'area avvertono di non leggere immediatamente una 'guerra di religione' tra cristiani e musulmani. La zona di Jos, spiega ancora la Misna, e' da anni teatro di tensioni di natura economica e politica, di lotte tra influenti personaggi locali. All'epoca degli scontri dello scorso gennaio, mons. Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos, aveva chiesto ai capi religiosi di impedire che, quando si manifestano tensioni tra le comunita', la religione venga strumentalizzata: ''Bisogna intervenire subito per cercare di riportare la pace, evitando di usare un linguaggio che inciti gli animi, e invece predicando la pace e la riconciliazione'' aveva detto il presule.L'arcivescovo aveva criticato la facilita' con cui ''i media ricorrono agli stereotipi per raccontare quanto accaduto a Jos''. ''Per quello che vediamo noi - aveva detto - qui la religione non c'entra niente con le violenze''. ''Semplicemente per il fatto che la Nigeria e' molto omogenea da un punto di vista religioso, equamente divisa tra musulmani e cristiani, ogni cosa viene letta in chiave religiosa. Anche se due persone litigano al mercato, certi giornali tirano in ballo la loro fede come motivo del litigio'' aggiungeva l'arcivescovo, sottolineando come le violenze fossero da ricondurre piuttosto alle tensioni tra influenti personaggi locali (sia sul fronte politico che economico della citta') che a questioni ''etniche o religiose''.





