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“Presidente Monti: se vuole salvare i giornali, intervenga subito"
Questa mattina le lavoratrici e i lavoratori di Liberazione, giornalisti e poligrafici hanno consegnato a Palazzo Chigi una cesta di carbone e una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Monti in cui si chiede al governo di intervenire immediatamente per salvare le testate che rischiano di morire a causa del taglio al finanziamento pubblico all'editoria e per l'assenza di criteri certi quanto alle nuove modalità di sostegno pubblico al settore, definito peraltro dallo stesso Monti "lievito per la democrazia".
Attirando la curiosità di romani e turisti che, stupiti per la forma inedita dell'iniziativa hanno formato capannelli davanti al Palazzo manifestando interesse e solidarietà per la loro lotta, le lavoratrici e i lavoratori di Liberazione hanno spiegato le ragioni di una battaglia che unisce la difesa dei posti di lavoro e del pluralismo democratico e dell'informazione.
Le lavoratrici e i lavoratori di Liberazione hanno occupato dal 28 dicembre la loro redazione, e dormono ogni notte tra computer e scrivanie, di fronte alla decisione del loro editore (Mrc) di sospendere le pubblicazioni del giornale dal 1 gennaio. Come forma di lotta hanno scelto di mantenere viva la testata continuando a realizzare ogni giorno il giornale online.
Al governo chiediamo gesti concreti per salvare il nostro giornale e tutti gli altri che rischiano oggi la chiusura. “Se vuole salvare i giornali, caro presidente Monti, può farlo. Subito".
L'assemblea permanente delle lavoratrici e dei lavoratori di Liberazione, Rsu e Cdr, OccupyLiberazione





