Cara Liberazione…
Minzolini parla alla Nazione
Cara Liberazione, domenica sera (13 novembre), per la prima volta (sic) ho avuto la ventura di ascoltare uno dei famosi editoriali di Minzolini. Mentre la sua faccia progressivamente invadeva lo schermo, mi sono detto: il momento è grave, questo signore è pur sempre il direttore della testata giornalistica della prima rete pubblica e forse avrà qualcosa di veramente importante e urgente da proclamare. A parte alcune banalità - gli auguri a Monti, un invito a tutte le forze politiche a fare la loro parte e così via discorrendo – il succo dell’intervento è stato una ramanzina ai cittadini che inveivano contro il premier dimissionario eroicamente immolatosi per il bene della Patria.
Non solidarizzo con chi oggi si accalca fuori i palazzi del potere... ma posso capire. E sono d’accordo con Minzolini quando – improvvidamente - afferma che Berlusconi non può essere lui il solo capro espiatorio dell’italica tragedia: infatti la lista dei saccheggiatori è lunga assai e ancor più vasta è la platea dei beoti plaudenti spettatori dello sconcio spettacolo offerto da quell’eterna corte di nani e ballerine.
Ma perché Minzolini appunta i suoi strali contro quegli anonimi vocianti cittadini? Forse lo fa per rassicurare il disorientato popolo di destra? Di fronte alle urla e ai fischi (come per Craxi prima della fuga) e col Paese che frana, Minzolini sta lì a dire: non dubitiate, la vostra fede non vacilli!
O, più prosaicamente, il suo è solo l’ennesimo attestato di riconoscenza nei confronti del Generoso. Penso che perfino gli elettori di destra si meriterebbero qualcosa di meglio. E non mi riferisco solo a Minzolini.
Gaspare Bisceglia Napoli





