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Debito pubblico, una modesta proposta

Cara “Liberazione”, negli ultimi mesi del 2011 la speculazione sui titoli di stato italiani ha costretto il tesoro ad emettere i nuoivi Btp a tassi crescenti che vanno ad aumentare ulteriormente il debito pubblico e la conseguente richiesta di sacrifici per ridurlo. Per contenere la speculazione del capitale finanziario alcuni hanno invitato i lavoratori italiani ad acquistare e sottoscrivere i titoli del debito pubblico; non sarebbe la soluzione ottimale ma la condivido. Vorrei aggiungere una piccola proposta: riduzione dell'imposta sui buoni del tesoro per chi li mantiene dall'acquisto fino alla scadenza in proporzione alla durata di tale periodo di tempo.  Mi spiego con un esempio:  se ogggi compriamo sul mercato secondario un Btp che scade tra cinque anni al prezzo di 95 euro riceverememo 6 euro l' anno (ovvero una cedola de 6% nominale) e alla scadenza incasseremo dallo stato cento euro che ce ne faranno guadagnare altri 5 euro. Come è noto sulla cedola e sul guadagno a scadenza il sig Rossi paga una tassa del 12,5% mentre le banche e i fondi internazionali che stanno speculando al ribasso non pagano nulla. Se riducessimo la tassa del 12,5% in proporzione a quanto il sig.Rossi  ha mantenuto in portafoglio il titolo incentiveremmo l'acquisto dei tittoli da parte dei lavoratori ed il passaggio di quote di debito dagli speculatori a risparmiatori, quali un fondo pensione di categoria o il nostro sig Rossi. Lo stato subirebbe una riduzione delle entrate sulle rendite finanziare? Non necessariamente perché se aumenta la quantità di titoli nel portafoglio di Rossi, e diminuiscono in quello di herr "Das Kapital" l' incremento della base imponibile potrebbe addirittura far aumentare il gettito per l' erario.

Patrizio Mauti via e-mail

in data:21/11/2011

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