Cara Liberazione…
Ma è proprio democrazia?
Cara Liberazione, un attimo di riflessione di fronte all'attuale situazione socio-politica e soprattutto economica, in Italia.
Dopo le molteplici, sperticate lodi al nuovo uomo della Provvidenza, analizziamo chi è in realtà Mario Monti e da dove proviene, politicamente intendo, e in chiave di economia di mercato. Riflettiamo, dunque. Questo signore, insigne economista - dicono -, è poi veramente espressione di vera democrazia? L'abbiamo forse votato noi o non è forse suggerimento (se non imposizione) della Bce e, diciamocelo, della Merkel e Sarkozy? Di quella Banca centrale che esige alti sacrifici ? Che poi si riducono, in pratica, a privazioni , carenze e forti disagi solo per le classi più deboli e meno abbienti del nostro Paese. Bce che presta i soldi alle banche private , cioè agli speculatori, a basso interesse per poi permettere agli Stati di andare dagli speculatori stessi per ottenere finanziamenti ad alto interesse. La Banca Centrale europea, ricordiamolo, invece di comprare i titoli direttamente dagli Stati membri obbliga gli stati stessi ad andare sul "mercato" non fermando la dilagante speculazione.
Il governo di Mario Monti, quindi, alla luce di tali considerazioni, non mi sembra una garanzia di virtù né un gran risultato, soprattutto se consideriamo che non ha avuto il consenso da alcun movimento popolare né è espressione di una spinta democratica tout-court (votazioni). La procedura , con la quale si insedia a Palazzo Chigi non mi sembra solo irrituale ma semplicemente non contemplata affatto dalla Carta costituzionale italiana: un governo paracadutato dal potere bancario in simbiosi con quello franco-teutonico dell' Europa finanziaria.
Ma, ci dicono, non ci sono alternative, siamo con i debiti alla gola e, quindi, dopo rapide, frenetiche consultazioni, eccolo!! Monti promette già tagli ai privilegi, ok. Ma chiediamo sommessamente: i costi saranno equamente distribuiti? Con ciò non voglio dire che preferisca il pregresso, le leggi ad personam, gli scudi fiscali ed i ministri per un giorno (Brancher), ecc. ecc.. Pregresso, del resto, che ha dato un ultimo bel regalo - con la cosiddetta Legge di stabilità approvata sabato 12 novembre - alla lobby affaristica delle armi cancellando il Catalogo delle armi stesse (sistema di controllo) che impediva la commercializzazione sfrenata delle armi, appunto. Ed anche sottraendo 75 milioni all'editoria e regalando al contempo 150 milioni ai parlamentari per favorire i relativi collegi elettorali al fine di gestire tale fondo (detto ipocritamente «per il riequilibrio e lo sviluppo dei territori e per attività sportive, culturali e sociali».
Il novello governo Monti, di supertecnici, segna dunque la vittoria della economia, rectius finanza , che sovrasta ed appiattisce il mondo della politica. Questo esecutivo, alla fine, risulta emanazione di quelle banche, dei mercati e, insomma, della Bce che ha commissariato l'Italia dettando ricette amarissime e di esito più che incerto (vedi lettera dell'agosto 2011 inviata al governo italiano). E non vorrei che le espressioni di lode manifestate dal neo-presidente del Consiglio incaricato e pubblicate sul Corriere della Sera il 2 gennaio, «... due importanti riforme dovute a M. Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un pò ridotto l'handicap dell'Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili...», si traducessero in fondo in amare realtà. Non vorrei cioè, a questo punto, che le perplessità di cui sopra fossero dei presagi, tristi presagi, di un futuro incerto per l'art. 18 e per i diritti degli studenti ed i lavoratori.
Claudio Cossu
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