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Cara Liberazione…

Alluvione: è ora di finirla con i discorsi

Cara Liberazione, premesso che quello che è avvenuto è stato un evento eccezionale che ha investito comuni, località, territori che sicuramente non sono caratterizzati da cementificazione selvaggia, come le 5 Terre, mentre siamo fattivamente impegnati con i nostri volontari dalle “fasce rosse” a spalare fango dalle nostre case e dalle case di Borghetto, e dopo aver letto ed ascoltato le più varie dichiarazioni, ancora una volta ribadiamo con forza ciò che andiamo dicendo dall’anno 2000, subito dopo quella alluvione che già seri danni aveva provocato alla popolazione di Ameglia.
Non si può più perdere ulteriore tempo, è necessario intervenire urgentemente su tutto il corso del fiume Magra dalla foce fin oltre Pontremoli (ed anche sul Vara) per far sì che la forza della piena venga mitigata. Riproponiamo con forza l’istituzione del “Magistrato del Magra” al fine di avere un unico soggetto in grado di decidere ed effettuare gli interventi necessari alla riduzione del rischio derivante dalle periodiche alluvioni che investono il nostro territorio.
Crediamo che solo l’istituzione di un unico soggetto con pieni poteri possa finalmente determinare la costituzione di un Consorzio tra i soggetti economicamente presenti sul fiume che, sotto la regia pubblica, e autorizzando la nota “compensazione”, possa finalmente dare inizio alle operazioni di dragaggio controllato e costante nel tempo.
Troppo spesso un ambientalismo di facciata che cerca solo visibilità si aggrappa al tema della cementificazione come orizzonte ultimo, impedendo di fatto qualsiasi intervento di messa in sicurezza.
Già dopo il 6 novembre 2000 scrivemmo che è necessario operare con :
- dragaggi mirati (non solo nel tratto terminale del fiume) per asportare tutta la massa di inerti (che oggi vengono definiti “biodiversità”) che col passare del tempo hanno fatto alzare il livello dell’alveo ben al di sopra dei confinanti terreni riparali;
- pulizia dell’alveo da tutta la vegetazione morta che, trascinata a valle dalla corrente, va a creare dighe contro le arcate dei ponti facendoli crollare (Sarzana qualche decennio fa ed ora il ponte di Ameglia) ed in modo da permettere il regolare deflusso dell’acqua sia in regime di piena che in regime normale (è singolare che anche recentemente la Comunità Montana abbia vietato l’asportazione di alberature e vegetazione morta dall’alveo del fiume);
- realizzazione di briglie con tecniche di ingegneria naturalistica;
- recepimento immediato di aree golenali a monte del tratto focivo per far laminare la corrente e diminuirne la forza e la potenza distruttrice;
- partire immediatamente con la costruzionedegli argini bassi a Fiumaretta e Bocca di Magra;
- recepimento e autorizzazione di nuove tipologie edilizie atte a trasferire i volumi costruiti ai piani superiori delle case lasciando porticati i piani terra.
Gli abitanti di Fiumaretta, Bocca di Magra, Senato di Lerici, Romito, Battifollo, Bettola, Corea di Santo Stefano di Magra non possono essere ulteriormente presi in giro dalle solite parole che non portano a niente, ma vogliono, esigono, fatti.
Il territorio è talmente antropizzato che non si può pensare ed agire come se non ci fosse, come del resto non è umanamente possibile pensare di delocalizzare interi paesi.
Suggeriamo a coloro che continuano ad ignorare le dinamiche che riguardano il fiume Magra a documentarsi, in quanto non è possibile rappresentarlo come se fosse un foglio di carta bianca.
Oggi lungo il fiume insistono attività economiche ed insediamenti umani che non possono essere cancellati, ma semmai necessitano di quegli interventi necessari alla messa in sicurezza ed alla riduzione del rischio.

Prc-FdS, Circoli di Ameglia e Sarzana

in data:14/11/2011

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